Professione medica
Università
18/01/2024

Università, Tar Lazio annulla provvedimenti prove di accesso a Medicina. Il numero programmato torna a far discutere

Sono salve le posizioni di chi ha superato le prove e si è iscritto ai corsi per l'anno accademico 2023-2024. Cimo: si conferma la necessità di una riforma delle modalità di accesso ai corsi di laurea

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Il Tar per il Lazio, con la sentenza n. 863 del 17 gennaio 2024, ha annullato i provvedimenti che hanno disciplinato le prove di ammissione alla facoltà di medicina per l'anno accademico 2023/2024, salvaguardando le posizioni di chi ha superato le prove e si è iscritto ai corsi. Lo ha reso noto lo stesso Tribunale amministrativo, chiamato a pronunciarsi sugli oltre 3mila ricorsi dei candidati che non avevano superato il test. "È stato segnato un punto importante, ma la disposizione del tribunale non basta: serve un superamento strutturale del sistema dei numeri programmati. Nonostante gli appelli dell'Unione degli Universitari alla vigilia dell'introduzione del sistema di selezione a mezzo TOLC, il Ministero aveva ritenuto di andare avanti sostenendo che si trattasse di un sistema equo oltre che legittimo, ma ieri il T.A.R. Lazio ha esplicitato che non è così. Erano diverse le eclatanti illegittimità che, affidandoci agli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, abbiamo denunciato dinanzi al TAR Lazio che, fra le altre cose, ha accolto il ricorso ordinando al CISIA di consegnare le prove rendendo così la banca dati non più segreta ma pubblica", affermano gli studenti dell'Udu, l'Unione degli universitari.

In particolare per il Tribunale amministrativo il meccanismo di “equalizzazione” alla base del punteggio presenta “elementi di alea che, da un lato, non sono giustificati da esigenze oggettive della selezione e, dall'altro, non consentono un ordinamento degli aspiranti sulla base della sola performance, essendo la relativa posizione influenzata dall'attribuzione di un fattore di parametrazione del punteggio che limita, in modo per ciascuno diverso, il punteggio massimo raggiungibile e che mina, pertanto, la par condicio tra i candidati”. "Il Ministero, preso atto che il sistema era crollato a seguito della nostra sentenza vittoriosa, ha annunciato l'immediata riforma del sistema confermando che "il TOLC-Med non aveva funzionato", ma, a quanto pare, intende realizzare un sistema che mantenga il numero chiuso: un lifting che non realizza il diritto all'accesso agli studi. L'ulteriore denuncia rivolta al TAR - prosegue l'Udu - riguardava le modalità di attribuzione del punteggio del procedimento di equalizzazione giacchè abbiamo dimostrato che vi è una differenza di oltre 7 punti di bonus attribuito alle prove dei candidati tale che, come oggi il T.A.R. con una sentenza ha confermato che il valore statistico di equalizzazione si "erge a vero giudice dell'ammissione o meno".

“Come avevamo denunciato nei ricorsi, dunque, l'ammissione è stata decretata dal bonus dell'equalizzatore. Nonostante il Tar abbia correttamente rilevato tali aspetti di illegittimità la soluzione che ha messo in campo rischia di creare disparità ed ingiustizia ancora peggiori”, si legge nella nota. Il Tar infatti ha ritenuto, nonostante la prova sia illegittima, di confermare le ammissioni di chi ha ottenuto (grazie a tale cabala) il posto, bloccando, tuttavia, le successive immatricolazioni per scorrimento e non autorizzando comunque ammissioni dei primi ricorrenti vittoriosi in sovrannumero. “Ciò, evidentemente non ristora chi ha impugnato la graduatoria né pone rimedio ai danni del sistema TOLC-Med, ma, anzi, si limita a creare un'ulteriore disparità, lasciando, inoltre, un migliaio di posti non assegnati. Nella consapevolezza delle peculiarità dei singoli ricorsi, auspichiamo che il ministero e il Governo prima o il Consiglio di Stato, che tra qualche giorno si pronuncerà sulla richiesta di ammissione sovrannumeraria dei ricorrenti patrocinati dallo studio Bonetti e Delia che si sono rivolti all'Udu negli scorsi mesi, pongano vera giustizia per i tanti studenti pregiudicati da un sistema irrazionale e, secondo il Tar Lazio illegittimo".

Forte preoccupazione anche dell'Anaao Assomed per il contenuto della sentenza del Tar del Lazio "Tale sentenza - denunciano in una nota Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao, e Giammaria Liuzzi, responsabile Anaao Giovani - svela pubblicamente e oggettivamente il fallimento della modalità d'ingresso alla facoltà di medicina tramite il cosiddetto Test Tolc, generando una paralisi amministrativa e giudiziaria senza precedenti che mina in maniera profonda e irreversibile la programmazione dell'entità dei futuri medici italiani. Di fronte a questa paralisi, dovuta a un test da noi ampiamente criticato fin dalla sua istituzione e stante le dichiarazioni del ministro Mur Anna Maria Bernini di voler introdurre un test ad aprile 2024 con modalità totalmente diverse rispetto al Tolc, chiediamo un incontro urgente con l'auspicio di un confronto serrato e risolutivo per sbloccare questa situazione ed evitare che si ripeta

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