Nuova rivoluzione per l’accesso a Medicina. Il Tolc Test online che ha esordito lo scorso anno consentendo circa 15 mila immatricolazioni, è già sull’orlo dell’esonero come gli allenatori di calcio, e sta per arrivare un nuovo format che presenta qualche vaga somiglianza con i test per la patente. È atteso a brevissimo un decreto del Ministero dell’Università che, nel far slittare a marzo-aprile le prossime prove, inizialmente previste a febbraio, modifica il meccanismo: i 50 quiz del test da completare in 90 minuti d’ora in avanti saranno estratti da una banca dati pubblica contenente migliaia di quesiti. A disporla sta provvedendo il Cisia, consorzio interuniversitario per i sistemi integrati di accesso. Per la prima volta, esercitandosi su domande relative a biologia, chimica e fisica, matematica-logica e comprensione del testo, gli studenti potranno ritrovarsi il giorno della prova quiz identici a quelli cui hanno già risposto. All’esame, come lo scorso anno, dovrebbero essere ammessi gli studenti del 4° anno delle scuole superiori. Dovrebbe inoltre valere il risultato dei Tolc test precedenti fatti nel ’23 da chi frequentava il 4° anno delle superiori. Ma perché cambiare? Il Test On Line Cisia Med/Vet nelle due sessioni tra aprile e luglio ‘23 ha erogato quasi 146 mila per Medicina-Odontoiatria (peraltro ogni studente può provare più volte, una a sessione). Sembrava essersi comportato bene. Ma doveva azzerare i ricorsi e non è riuscito. In particolare, per via dell’equalizzazione, cioè dell’attribuzione di un coefficiente di difficoltà diverso da una prova all’altra, ci sono state centinaia di contestazioni con pronunce importanti dei Tar. Quest’anno, tra l’altro, andrà gestita la previsione di 5 mila ingressi in più. I decreti MUR con i posti definitivi disponibili nel 2023-24 sono in tutto 19.544, di cui 18.248 per Medicina in lingua italiana e inglese più 1.296 per i candidati dei Paesi non UE residenti all'estero, e 1.276 per Odontoiatria cui aggiungere 110 per i candidati non UE residenti all'estero. Inoltre, ci sono 1082 veterinari.
L’obiettivo è contenere i ricorsi. Magari in attesa di adottare un terzo sistema di accesso. Al ministero guidato da Anna Maria Bernini si starebbe infatti studiando la possibilità di cancellare il test e di far entrare tutti gli aspiranti medici con una «tagliola» dopo sei mesi, sul modello francese. Ci sono anche due disegni di legge in Senato, il 915 ed il 942. In particolare, l’AS 915 prevede alcune ipotesi suggestive: immatricolare gli studenti in corsi di laurea triennali (Biotecnologie mediche o Scienze motorie e sportive) far loro superare i tre esami-base di fisica, biologia, anatomia e infine consentire agli ammessi di iscriversi al test di Medicina. Avremmo così un test d’accesso ritardato, che determinerebbe la graduatoria nazionale e l’immatricolazione dei primi classificati ai corsi di Medicina negli atenei prescelti, l'iscrizione dei secondi classificati agli indirizzi prescelti in sedi di “seconda scelta", mentre chi non passa continuerebbe il suo corso oppure si iscriverebbe ad un altro corso di laurea. Ovviamente, per fronte a un numero di studenti pari a 4-5 volte la loro capienza, nei primi mesi gli atenei dovrebbero organizzare corsi online, magari in collaborazione con le università telematiche.
Non si sono fatte attendere le prime critiche, come quelle dei sindacati medici. Pierino Di Silverio segretario Anaao Assomed contesta che aprire così le porte a Medicina «sembra un disegno per distruggere le competenze di una professione già in crisi. Gli oltre 50 mila studenti dove seguiranno lezioni che richiederebbero frequenza nei reparti? E una volta laureati che fine faranno? Forse l'idea sottesa è impiegarli per coprire le carenze di personale! Siamo pronti a ricorrere anche noi al Tar per evitare di ledere il diritto alla formazione. Le nostre soluzioni sono note da tempo: modificare le modalità di accesso senza eliminare il numero programmato». Di Silverio invita il Ministro a un dialogo con le parti sociali «prima di tirar dritto verso una riforma che, se non condivisa, produrrà effetti devastanti».