
"La salute mentale è un diritto umano universale" ma una persona su 8 convive con un problema che va da ansia e depressione fino alle forme più gravi di disturbi della personalità. A scriverlo è l'Organizzazione mondiale della sanità che ha scelto come tema della Giornata mondiale della salute mentale lo slogan: "Le nostre menti, i nostri diritti". Una buona salute mentale è vitale per la salute e il benessere generale. Per questo, scrive l'Oms, "tutti, ovunque si trovino, hanno diritto al più alto livello possibile di salute mentale. Ciò include prevenzione, cure accessibili e di buona qualità, libertà, indipendenza e inclusione nella comunità".
Eppure, una persona su otto a livello globale vive con condizioni mentali, che possono avere un impatto sulla loro salute fisica, sul loro benessere, sul modo in cui si relazionano con gli altri e sui loro mezzi di sussistenza. Questi problemi sono aumentati con la pandemia Covid-19 e colpiscono anche un numero crescente di adolescenti e giovani.
Avere un problema di salute mentale, inoltre, "non dovrebbe mai essere un motivo per privare una persona dei suoi diritti umani o per escluderla dalle decisioni sulla propria salute. Eppure, in tutto il mondo, le persone con problemi di salute mentale continuano a subire molte violazioni dei diritti umani. Molti sono esclusi dalla vita comunitaria e discriminati, mentre altri non possono accedere alle cure". L'Oms continua a lavorare per garantire che la salute mentale sia valorizzata, promossa e protetta. In occasione della giornata mondiale di oggi, 10 ottobre, sui social porta avanti la campagna #MentalHealthMatters, ricordando che "un sonno adeguato, un'alimentazione sana e un'attività fisica regolare contribuiscono al benessere positivo e riducono il rischio di sperimentare disagio mentale".