
Nel mondo, sono oltre mezzo miliardo le persone che convivono con malattie respiratorie croniche come l'asma, la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), la bronchiectasia e altre gravi patologie. Con l'obiettivo di migliorare la salute respiratoria a livello globale, è stata fondata, nel 2021, l'International Respiratory Coalition (IRC). L'iniziativa internazionale è approdata anche in Italia, dove ieri, nel corso di una serata presso la Fondazione Feltrinelli di Milano, è stata presentata la coalizione nazionale che include la Società Italiana di Pneumologia (Sip/Irs) e l'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Aipo). con il supporto di AstraZeneca, Chiesi, GSK e Sanofi.
L'IRC è presente in dieci paesi europei. L'iniziativa è stata lanciata in risposta alla pandemia di COVID-19 e conta sulla partecipazione di vari stakeholder, dai clinici ai pazienti, fino alle aziende farmaceutiche impegnate in ambito respiratorio. Quattro sono gli obiettivi principali della Coalizione: preservare la salute dell'apparato respiratorio, riducendo i fattori di rischio e aumentando la copertura vaccinale, offrire cure migliori per tutti, agendo sulle differenze regionali e le disparità socioeconomiche, intervenire in modo tempestivo e appropriato, favorendo la diagnosi precoce e migliorando l'accesso alle terapie evidence-based, e puntare sulle innovazioni cliniche e tecnologiche.
In Italia, sono 2,6 milioni le persone che soffrono di asma, 3,3 milioni quelle che soffrono di BPCO, più di 50mila (51.500) le persone con LRIs (infezioni delle basse vie respiratorie) e più di 60mila (63.160) le persone malate di cancro ai polmoni. Le malattie respiratorie croniche rappresentano la terza causa di morte, con una stima più di 50 mila morti l'anno e costi diretti e indiretti pari a 45,7 miliardi di euro. Numeri in aumento, non solo per via dell'invecchiamento progressivo della popolazione, ma anche per gli effetti della pandemia che ha limitato, e in alcuni casi bloccato, la possibilità di accedere alle cure di base per le persone con malattie cronicizzate.
A tracciare gli obiettivi della Coalizione e a presentare i risultati già raggiunti è stato
Guy Joos, presidente dell'IRC. Per il 2023, come ha spiegato lo pneumologo, gli obiettivi sono due: pubblicare un manifesto con i quattro punti chiave primari, presentato nel corso della serata milanese, e fondare coalizioni nazionali come quella nata di recente in Italia. "Il nostro obiettivo è che ogni Paese si doti degli strumenti idonei ad attuare una strategia respiratoria nazionale basata sulle migliori pratiche", ha sottolineato Joos, che si è detto "entusiasta" di assistere alla nascita dell'IRC in Italia.
All'evento è intervenuto anche
Francesco Vaia, direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, che ha portato i saluti del ministro Schillaci. Vaia si è soffermato sull'impatto negativo che la pandemia di Covid-19 ha avuto, soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione, inclusi ragazzi e adolescenti. Attualmente, invece, secondo Vaia bisogna puntare su prudenza e attenzione, "ma dobbiamo andare avanti, con una visione olistica della salute", ha sottolineato l'esperto, auspicando che il Ministero stesso possa entrare nella rete IRC come interlocutore istituzionale, per implementare iniziative contro il fumo o per incoraggiare le persone a seguire un corretto stile di vita. L'approccio alla prevenzione, come ha spiegato Vaia, "deve essere
life course e gli interventi protettivi e preventivi devono partire sin dalla primissima fase della vita per arrivare fino all'ultimissima fase della vita, senza considerare la vecchiaia una malattia, ma con la consapevolezza che la longevità è possibile se si segue uno stile di vita salutare".