
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto alla camera dei deputati ad una interrogazione sul tema delle retribuzioni del personale medico ed infermieristico e ha annunciato provvedimenti normativi per affrontare tre questioni: nodo della carenza di personale in ospedale e nel territorio; recupero delle liste d'attesa; riforma dell'emergenza urgenza.
Per tradurre al meglio il denaro in incentivi si farà leva sull'istituto delle prestazioni aggiuntive. Il ministro ha inoltre avviato un approfondimento sull'istituzione della figura di psicologo di famiglia. In un quadro politico complesso dove l'opposizione ha attaccato le politiche sanitarie del governo e del ministero, Schillaci in questi giorni raccoglie attestati di fiducia da parte di molte categorie. A cominciare dai medici di famiglia Fimmg guidati dal segretario Silvestro Scotti che apprezza la possibilità offerta dal governo ai medici di famiglia di andare in pensione, su base volontaria, due anni più in là, a 72 anni, nonché l'intenzione di mettere risorse per rendere attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario nazionale. «Nuove possibili soluzioni da mettere in campo -spiega Scotti -sono il ricalcolo e l'aumento del rapporto ottimale, la rivisitazione del percorso di formazione per i medici di famiglia da coinvolgere anticipatamente in ambiti lavorativi e l'istituzione della laurea specialistica ad hoc per formare medici di famiglia sempre più motivati e preparati alle nuove sfide come la cronicità», Scotti inoltre rilancia il dialogo sulla diagnostica di primo livello nello studio del mmg e ribadisce che la categoria, e in modo particolare Fimmg, si stanno confrontando con il ministro per far sì che la medicina generale «sia dotata di tutte le apparecchiature necessarie». Il presidente Fnomceo Filippo Anelli al Tg Sanità della Federazione sottolinea «l'impegno manifestato dal ministro finalizzato a rendere attrattivo il SSN, fermando l'emorragia di professionisti verso il privato, l'estero, il prepensionamento. Ogni giorno registriamo situazioni in cui i medici sono costretti in qualche maniera o ad abbandonare o a manifestare il loro profondo disagio. Il nostro Ssn pesa circa il 16% del Pil, quindi produce ricchezza, lavoro, salute, che significa stabilità, significa dare all'attività produttiva la forza necessaria per essere, appunto, un grande motore dell'economia. Teniamoci forte questa sanità perché rappresenta per tutti noi un punto di riferimento e un grande stimolo ad essere un grande Paese».
In una nota, Funzione Pubblica Cgil ricorda che il Governo Meloni fin qui «non ha messo un euro per il rinnovo del contratto dei lavoratori della sanità che, anziché essere premiati, vedranno di nuovo il blocco dei salari». Quanto «alla scelta di potenziare il valore delle prestazioni aggiuntive, spacciando questa soluzione come quella che può convincere i professionisti a non lasciare il Ssn, si ricade sempre nello stesso errore. Se le retribuzioni sono insufficienti e i carichi di lavoro insopportabili non si tratta di fare lavorare di più chi è già in servizio: si tratta di pagare meglio quei professionisti per quello che già fanno e assumerne altri. Serve un piano straordinario di assunzioni». Per Funzione Pubblica Cgil, è comunque «molto positiva la presa di coscienza del ministro rispetto al fenomeno delle esternalizzazioni che stanno mangiando pezzi interi del SSN, essendo spesso la chiave per aggirare il fenomeno dei tetti alla spesa di personale e ai blocchi delle assunzioni. Lo aspettiamo alla prova dei fatti, ribadendo fin da subito la nostra disponibilità a un confronto vero, ad esempio per condurre insieme una battaglia affinché l'applicazione del Dm 77/22, a vincoli esistenti, non trasformi il Pnrr nella più grande operazione di esternalizzazione della sanità mai vista nel nostro paese. Sui trattamenti previdenziali agevolati da tempo chiediamo che il periodo di lavoro prestato in pandemia valga doppio e che per la sanità come per tutti si superi la Fornero''. Per il sindacato, «il grande assente è il finanziamento del Fondo sanitario nazionale».