
Una giornata per onorare il lavoro, l'impegno, la professionalità e il sacrificio, anche in termini di vite umane, del personale medico coinvolto in prima linea nella battaglia del Covid-19. È con questo obiettivo che è nata la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socio-assistenziale e del volontariato che oggi celebra il terzo anniversario nel giorno in cui a Codogno venne scoperto il "paziente uno". La giornata, istituita con la Legge 13 novembre 2020, nasce da un'idea del regista Ferzan Ozpetek e da Giulio Rapetti, in arte Mogol. Per la terza edizione della ricorrenza, le undici Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sociosanitarie hanno deciso di riunirsi presso la Pontificia Università San Tommaso D'Aquino, a Roma. "Siamo ora qui per onorare la memoria di chi non c'è più e a condividere una Giornata particolare, perché celebra un diritto costituzionale, quello della salute, che trae fondamento dalla Costituzione". Nei momenti di maggiore difficoltà, i professionisti sanitari "hanno diffuso e difeso il sapere scientifico, sostenuto e reso possibile la campagna vaccinale, divulgato tutte le indicazioni per difendere e assicurare la salute delle persone, supportato il Paese sviluppando ed attuando misure di prevenzione" ma anche "rispettato la vita e la morte dei nostri assistiti". Queste le parole del messaggio letto dalla presidente della Federazione degli Ordini degli Infermieri,
Barbara Mangiacavalli, a nome di tutte le 11 federazioni presenti.
"Occorre accelerare la riorganizzazione di una sanità pubblica, con al centro la persona e con una assistenza territoriale più forte". Così il ministro della salute,
Orazio Schillaci, intervenendo alla cerimonia. "Considero indifferibile mettere in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare l'incolumità del personale sanitario e sociosanitario, alla luce degli episodi di aggressione fisica e verbale che si ripetono con sconcertante frequenza, in particolare contro le donne", ha detto il ministro. "In questi ultimi 4 anni siamo passati da 114 miliardi a 128 miliardi per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. L'anno scorso abbiamo chiuso con la relazione della Corte dei conti che registrava che la sanità delle Regioni ha spesso 5 miliardi in più. Quest'anno la previsione sarà più alta. Il problema è serissimo, senza risorse il Ssn chiude i battenti per fallimento. Bisogna investire. Il Governo Draghi ha aggiunto 15 miliardi di Piano nazionale di ripresa e resilienza per la sanità, ma sono andate alle infrastrutture. Mentre si dovrebbe intervenire sui professionisti della salute, sui medici che vanno via per due ragioni: il prepensionamento dei medici e i gettonisti". Così il presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici,
Filippo Anelli, a margine dell'evento. All'allarme per ospedali si aggiunge quello per le Case di comunità che dovrebbero nascere con il Pnrr Salute: "Senza personale è difficile che apriranno", ribadisce Anelli. "I medici si dimettono dall'ospedale perché il carico di lavoro è enorme - sottolinea - Il mercato regola invece chi lavora a gettone. Il turno a un collega gettonista viene pagato 1.000 euro e anche 1.500 per alcune specializzazioni. Di fronte ai problemi del Ssn, i colleghi scelgono la qualità della vita e di lavorare a gettone. Ma non può essere così. Si perde il rapporto di fiducia e continuità che è stato l'architrave del record italiano di aspettativa di vita, secondo solo al Giappone". "Noi chiediamo oggi di fare un cambio di passo: non serve finanziare beni e servizi, ma le professioni - precisa Anelli - Servono infermieri, ostetriche, fisioterapisti".
Anche il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso),
Giovani Migliore, chiede maggiori investimenti sul personale sanitario. "Fiaso chiede da tempo di superare gli attuali limiti di spesa per il personale, fermi al 2004 e diventati anacronistici, per ridisegnare in modo adeguato i livelli necessari di capitale umano, ma anche per rendere più attrattive le aziende sanitarie pubbliche attraverso il miglioramento del salario e delle condizioni di benessere dei lavoratori. Noi siamo pronti a collaborare con le istituzioni e con tutti coloro che condividono la nostra visione, per garantire la sostenibilità del nostro sistema sanitario e assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini", dichiara. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi (Cnop),
David Lazzari:"Oggi i numeri ci dicono che la salute della psiche è fortemente compromessa e che le patologie e i disturbi più gravi sono solo la punta di un iceberg. Sono l'esito di un processo che parte da forme di malessere e disagio psicologico che oggi non trovano ascolto e risposte, non vengono contrastate da indispensabili strategie di prevenzione e promozione delle risorse psicologiche e della resilienza, a partire dalla scuola e dall'assistenza di base". La presidente di Federsanità,
Tiziana Frittelli, nel suo intervento sottolinea la necessità di "rimettere al centro dell'attenzione pubblica la sacralità del rapporto tra chi si occupa dell'assistenza e i pazienti, soprattutto perché continuano a non cessare gli episodi di violenza. Occorre investire in comunicazione, soprattutto, per quanto attiene alle strutture, tra personale sanitario e utenti, per ripristinare un clima di fiducia e di rispetto che si è andato perdendo, talora immotivatamente".