
Il ministero della Salute ha elaborato nuove linee d'indirizzo per il potenziamento dei Dipartimenti di Salute mentale. Il documento, trasmesso alle Regioni prevede un finanziamento di 60 mln e dovrà essere approvato in Conferenza Stato-Regioni. Le prime anticipazioni sui contenuti parlano di temi come il superamento della contenzione meccanica in tutti i luoghi di cura, percorsi per la effettiva presa in carico e per il reinserimento sociale dei pazienti con disturbi psichiatrici autori di reato e l'effettiva attuazione degli obiettivi di presa in carico e di lavoro in rete per i disturbi dell'adulto, dell'infanzia e dell'adolescenza. Ma la Società italiana di psichiatria esprime qualche perplessità
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La Sip evidenzia che "il dl di riforma dell'Assistenza Territoriale, non è all'altezza delle sfide che si propone di affrontare e delle forti aspettative da parte di tutti i professionisti della salute mentale". In una nota
Massimo di Giannantonio, presidente Sip precisa che "il documento attuale, come già sottolineato in una lettera al ministro Speranza dello scorso 11 marzo, è carente, lacunoso e inefficace. Lo schema del DM 71, infatti, non traccia una riforma complessiva dell'assistenza territoriale, unica modalità per rilanciare e rendere efficiente l'Ssn, ma contiene solo alcune innovazioni organizzative, come ad esempio, l'istituzione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità. "Purtroppo, la salute mentale - sottolinea Di Giannantonio - non ha ricevuto alcun aiuto, pur in tempi di enorme aumento della sofferenza e del disagio psichico. Il documento rappresenta quindi il fallimento di una nuova fase dell'assistenza sanitaria e contrappone nuove articolazioni organizzative ad un sistema già esistente, senza peraltro definire standard organizzativi, quantitativi e qualitativi. È totalmente sbagliato creare un sistema parallelo di cure anziché rafforzare i Servizi di Salute Mentale pubblici già esistenti, un modello unico nel panorama della sanità italiana, apprezzato e imitato in tutto il mondo, basato sugli interventi di tutte le figure professionali che fianco a fianco, da anni, combattono la stessa battaglia a tutela della salute mentale dei cittadini".
"Moltiplicare inutilmente strutture territoriali - conclude - per gestire la cronicità, la fragilità e la disabilità, settori centrali di intervento dei Dipartimenti di Salute Mentale, sarebbe un grave errore e un sostanziale danno per i cittadini italiani. Chiediamo pertanto, un tempestivo intervento per definire un documento integrato e comprensivo di tutti gli ambiti dell'assistenza territoriale sulla base dei principi di qualità, efficacia, universalità ed equità che ispirano l'Ssn".