Professione medica
29/11/2021

Covid-19, Oms: pericolosità variante Omicron da definire. In Italia si lavora a test preclinici per vaccino

Finora non ci sono decessi riconducibili alla variante Omicron del Covid-19. Lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sottolineando allo stesso tempo che la nuova variante pone un rischio «molto alto» a livello globale, anche se resta da determinare quanto sia pericolosa e contagiosa.

«Se una nuova grande ondata di Covid-19 dovesse verificarsi a causa della Omicron, le conseguenze potrebbero essere gravi», si legge in una nota tecnica diffusa dalla Oms. «Al momento non sono stati riportati decessi riconducibili alla variante Omicron», ha aggiunto. Venerdì l'Oms ha definito la variante B.1.1.529 del Covid-19 come oggetto di preoccupazione.

Arrivano intanto buone notizie sul fronte dei vaccini. L'azienda biotech Takis, che in collaborazione con la Rottapharm Biotech è al lavoro da tempo sul vaccino Covid-eVax, sperimentato nella fase 1 nell'uomo; fa sapere che in Italia è pronta la prima piattaforma di un vaccino anti Covid-19 progettato in modo specifico per contrastare la variante Omicron e si prevede di poter cominciare i test preclinici fra alcune settimane. «Grazie a tutto quello che abbiamo imparato dall'inizio della pandemia, abbiamo disegnato il vaccino Covid-eVax, versione Omicron in poche ore e in poche settimane saremo in grado di testarlo nei modelli preclinici», rende noto Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico della Takis. «A differenza delle precedenti varianti, Omicron presenta un alto numero di mutazioni nuove, per questo motivo è difficile prevedere se i vaccini attuali siano ancora protettivi: ecco perché ci stiamo muovendo il più velocemente possibile per adattare il nostro vaccino anche contro questa variante», spiega Aurisicchio.

«Solo risposte collettive, efficaci e immediate possono funzionare contro i virus», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando all'organizzazione mondiale della sanità. «Non si può rimanere con le mani - ha aggiunto -, di fronte a noi abbiamo dei compiti urgenti e proprio mentre stiamo parlando la comunità internazionale si trova ad affrontare una nuova variante del Covid-19, Omicron». Von der Leyen ha poi promesso che l'Ue e gli Stati membri «faranno tutto ciò che è necessario per superare la pandemia», invitando a «prepararci meglio contro le future pandemie». La presidente della Commissione europea ha poi «accolto con favore l'inizio dei negoziati per un accordo globale sulla prevenzione, la preparazione e la risposta», al Covid-19 e di sostenere anche un «nuovo fondo intermediario finanziario per la sicurezza sanitaria globale». Lo spettro di un'ennesima accelerazione della pandemia sta facendo tornare restrizioni e confini blindati che si sperava fossero stati archiviati. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, riduce però i toni allarmistici di questi giorni. «Non bisogna fare terrorismo, ho trovato eccessiva nei toni la comunicazione fatta dai media su questa variante. Oggi non abbiamo le informazioni per poter annunciare una catastrofe, bisogna prendere tempo sapendo che ci vorranno almeno due settimane per capire se gli effetti delle mutazioni saranno reali. Gli scienziati non sono particolarmente preoccupati».

«La nuova variante Omicron del coronavirus provoca una malattia leggera senza sintomi importanti», ha dichiarato Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, Paese da cui proviene la variante e che l'ha isolata. La dottoressa Coetzee ha però precisato che le persone anziane e affette da malattie sono comunque a rischio. Un paio di dozzine di suoi pazienti sono risultati positivi, almeno la metà senza essere stati vaccinati. «Un virus con tutte queste mutazioni potrebbe essere anche meno virulento», ha assicurato Giorgio Palù presidente dell'Agenzia Italiana del farmaco durante la trasmissione "Mezz'Ora in più". Alla luce delle preoccupazioni per i pazienti fragili l'invito ad affrettarsi a fare la terza dose del vaccino anti-Covid, e adottare la «massima prudenza» arriva da diabetologi, oncologi e cardiologi. «La grande maggioranza dei pazienti diabetici italiani, in totale circa 4 milioni - afferma il presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) Agostino Consoli a margine del Congresso di diabetologia 'Panorama Diabete' - si è già vaccinata con le due dosi previste per il ciclo primario e molti pazienti stanno facendo la terza dose. Il nostro appello è ad affrettarsi, per coloro che non avessero ancora fatto il richiamo». Anche per Francesco Cognetti, presidente della Federazione oncologi, cardiologi e ematologi (Foce), «è fondamentale dare un impulso decisivo alle terze dosi nei soggetti fragili e nei malati cardiologici e oncologici, in totale almeno 3-4 milioni: la necessità è confermata anche dai dati in via di pubblicazione dell'Istituto Regina Elena di Roma che, in più di 500 pazienti oncologici, dimostrano chiaramente il declino del tasso anticorpale, fino al suo azzeramento, molto più rapido rispetto al personale sanitario sano dello stesso istituto».

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