Padovani (Airalzh): per la cura dell'Alzheimer la parola d'ordine è prevenzione
"I numeri dei malati cronici aumentano in termini assoluti, perché aumenta la speranza di vita, ma se facciamo una banale valutazione in termini di condizioni di salute di questa fetta di popolazione, confrontando il dato con lo stesso dato di 20 anni fa, osserviamo che in termini relativi migliora la qualità di vita. In altre parole, aumenta il numero complessivo di malati cronici, ma migliorano le condizioni di salute". Così Alessandro Padovani, socio Fondatore e membro del Consiglio Direttivo Airalzh, professore Ordinario di Neurologia e direttore della Clinica di Neurologia ASST 'Spedali Civili' Brescia, scatta la fotografia della cronicità nel nostro Paese, ai microfoni di Doctor33.
Il prof Padovani, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale Dell'Alzheimer, dello scorso 21 settembre, parla del trend epidemiologico e delle sfide irrisolte per la cura della malattia cronica che colpisce milioni di anziani. "Nei Paesi in via di sviluppo - ha spiegato - le malattie croniche sono in crescita, anche in termini di incidenza. E questo ci spinge a fare due cose: tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolari, così da ridurre la tendenza di malattie croniche, inclusa la demenza, e soprattutto migliorare gli stili di vita per andare proprio in questa direzione".
Emerge, quindi, l'importanza di sostenere la ricerca, soprattutto quella rivolta alla diagnosi precoce sulla quale si sono sempre concentrate le "attenzioni" di Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) che, dal 2014 - anno della sua fondazione - è l'unica associazione che promuove a livello nazionale la ricerca medico-scientifica sulla malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. "Obiettivi principali di Airalzh - spiega il prof. Padovani - sono quelli di concorrere all'identificazione dei fattori di rischio, al miglioramento delle tecniche per l'individuazione della malattia di Alzheimer nelle sue prime fasi e all'individuazione di nuovi bersagli per interventi terapeutici, con lo scopo di innalzare i livelli di cura, migliorare la qualità della vita dei pazienti e, infine, sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia".
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