
L'epidemia di Covid-19 in Italia è ancora attiva, con una ripresa dei contagi dovuto alla
variante Delta, allo stesso tempo, la campagna vaccinale prosegue senza sosta e si sono superati i 58 milioni di dosi somministrate. «Siamo ancora dentro una epidemia terribile che ci vede combattere con armi nuove e più efficaci ma guai ad abbassare la guardia», dichiara il ministro della Salute
Roberto Speranza intervenendo al "W20 Women Rome Summit". Speranza ribadisce che la vera arma per chiudere questa stagione è la campagna di vaccinazione, ma «il vaccino deve essere accessibile a tutti e in tutti i Paesi» ha aggiunto il ministro precisando che «il virus o lo si batte tutti insieme o continueremo ad avere nuove varianti».
La corsa della variante delta fa temere il peggio per molte Regioni. Dietro l'angolo c'è il rischio di un ritorno in zona gialla per alcune zone d'Italia, in piena estate. È in discussione, dunque, possibile revisione dei parametri che stabiliscono i profili di rischio e l'assegnazione delle zone. Le ipotesi vanno dalla soglia minima di tamponi da effettuare ogni 100mila abitanti - che alcuni esperti vorrebbero aumentare - al maggiore peso del cosiddetto Rt ospedaliero - vale a dire il tasso occupazione dei posti letto - rispetto a quello sull'incidenza. Tra le questioni poste, infatti, c'è quella di rendere più determinante, nell'ambito del monitoraggio settimanale, la valutazione dei rischi sulla pressione ospedaliera rispetto all'incidenza dei contagi, proprio in vista dell'alleggerimento delle strutture sanitarie dovute al calo dei casi gravi con l'avanzare delle vaccinazioni. «Dentro questa crisi drammatica della pandemia le persone in tutto il mondo hanno capito fino in fondo che i servizi sanitari nazionali sono davvero la cosa più importante che abbiamo e dobbiamo difenderli con ogni energia: per troppo tempo le tabelle dei nostri uffici di bilancio hanno deciso quanto diritto alla salute poteva essere tutelato. Io penso - ha detto Speranza - che sia arrivato il momento ovunque di rovesciare questo schema: non sono le tabelle a decidere ma è il diritto alla salute, inalienabile, a decidere cosa c'è scritto nelle tabelle di bilancio».
Il sottosegretario
Pierpaolo Sileri non vede il rischio di una revisione dei parametri, dato che «l'attuale sistema ci ha permesso di arrivare alla riaperture in sicurezza». Tra le questioni da approfondire c'è anche quella - più volte invocata proprio di fronte all'avanzare delle mutazioni - dello screening: non tutte le Regioni li eseguono in maniera efficace, in particolare alcune del Sud - come Calabria e Sicilia - sarebbero indietro sul numero di test da effettuare ogni giorno. Un caso preoccupante è anche quello dell'Abruzzo, che azzera i contagi ma resta bassissimo il numero dei tamponi processati: sono solo 473. I numeri, infatti, su base settimanale, complice la circolazione della variante Delta, sono in peggioramento. A lanciare l'allarme sulla necessità dei test è anche il direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova
Andrea Crisanti, secondo il quale «la variante Delta, purtroppo, è a un passo dal diventare resistente ai vaccini e quindi meno si trasmette e meglio è. Per questo, penso che bisognerebbe combinare la campagna vaccinale, vaccinando più persone possibili, e allo stesso tempo rafforzare la nostra capacità di tracciamento, perché' diminuire la trasmissione potenzia l'effetto dei vaccini».
Per
Sergio Abrignani, immunologo dell'Università di Milano e membro del Cts i contagi cresceranno e a fine agosto potrebbero essere oltre 30 mila al giorno, cioè quanti oggi in Gran Bretagna, spiega in un'intervista a La Repubblica. E l'Italia deve osservare come vanno le cose nel Regno Unito, per decidere quali interventi adottare: «Soprattutto, vediamo l'impatto dei casi gravi che, per adesso, non sembrano tanti. Il Covid potrebbe diventare come un'influenza», spiega. Nessuno sa ancora quanto incideranno i festeggiamenti per la vittoria agli Europei «possiamo però dire che si è trattato di un comportamento a rischio - sottolinea -. Comunque, anche quando l'Inter ha vinto lo scudetto e ci sono stati casi di assembramento impressionanti, ma non si sono poi osservati picchi, anche se erano i tempi in cui si stava diffondendo la variante inglese, non la Delta». In un lasso di tempo da 4 a 7 giorni, «vedremo se le infezioni aumentano. E può succedere, visto che si trattava di tanti giovani, cioè persone appartenenti alle categorie meno vaccinate». Analizzando i dati ufficiali è evidente il calo delle prime vaccinazioni da giugno ad oggi: si è passati da oltre 400 mila in 24 ore, ad una media quotidiana sotto le centomila negli ultimi tre giorni. La corsa è quindi a convincere gli scettici e gli indecisi. Parlare apertamente e in modo chiaro di eventuali effetti collaterali dei vaccini Covid, alcuni dei quali molto rari ma che possono generare preoccupazione, è la via giusta per combattere l'esitazione vaccinale, che l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha inserito tra le dieci minacce per la salute globale, rileva uno studio della danese Aarhus University.
Anna Capasso