Attualità
23/06/2021

Variante Delta, focolai tra Piacenza, Lodi, Cremona. Draghi: intensificare campagna vaccinale

Sebbene in Italia al momento solo l'1% dei casi covid sia di variante Delta, continuano a susseguirsi focolai che non fanno ben sperare. L'ultimo è stato scoperto tra i lavoratori della logistica e i loro contatti stretti tra le province di Piacenza, Cremona e Lodi. A quanto pare, nessuno era vaccinato, l'età media dei positivi è bassa ma nessuno ha avuto conseguenze gravi. «Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati - ha spiegato il responsabile del dipartimento di Sanità pubblica, Marco Delledonne - in questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un'azione tempestiva».

L'accelerazione dei vaccini si sta rivelando efficace contro questa mutazione, è per questo che il premier Mario Draghi dichiara: «I rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta "variante Delta", ci impongono - ha puntualizzato - di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione, non ci devono essere distrazioni». Poco rassicuranti le parole di Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l'emergenza coronavirus e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma, all'AdnKronos Salute: «La variante Delta diventerà mano mano più dominante. E sarà quasi totalizzante in autunno, bisognerà stare molto attenti». «La variante indiana preoccupa - continua Ricciardi - perché è infettiva e contagiosa il 50% più di quella britannica che già era contagiosa. Per cui noi avremo una variante contagiosissima, dovremmo più che mai accelerare la copertura vaccinale e continuare a stare attenti. In autunno penso che potrebbe essere dominante in tutta Europa. Gli olandesi prevedono che ad ottobre rappresenterà il 100% dei contagi nel loro Paese. Se non stiamo attenti presumo che sarà così anche da noi. Ma dobbiamo cercare di evitarlo».
Intanto il ministero della Salute ha disposto una nuova indagine rapida per stimare la diffusione nel Paese delle principali varianti del coronavirus in Italia, a partire proprio dalla Delta. In Campania su 321 tamponi di persone risultate positive, sono emersi 82 casi di Delta, ma anche 170 di inglese e 36 di brasiliana. Una notizia incoraggiante arriva dal Regno Unito: i dati dell'ultima settimana sulla pandemia evidenziano che da un lato l'incremento dei contagi dovuti alla variante pare rallentare, dall'altro il numero dei ricoveri in ospedale segue una progressione «meno veloce» e il numero dei morti giornalieri resta in media «molto basso», ha spiegato il ministro britannico alla Sanità Matt Hancock.

A livello globale, raggiungono quota 85 i Paesi che hanno segnalato la presenza della variante indiana sui loro territori, 6 nuovi si aggiungono alla lista. A fare il punto è l'Organizzazione mondiale della sanità nel suo aggiornamento settimanale. Secondo gli esperti, è prevista una continua evoluzione di Sars-CoV-2 e questo «richiede un rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e genomica». In risposta, il gruppo di lavoro su questo fronte «sta per essere formalizzato come Technical Advisory Group on Sars-CoV-2 Virus Evolution (Tag-Ve), istituito per monitorare nuove mutazioni e varianti, valutarne il potenziale impatto sulla salute pubblica e identificare e coordinare rapidamente il riempimento delle lacune della ricerca relative alla trasmissibilità, gravità e neutralizzazione». L'agenzia Onu per la salute ha acceso un faro sulle 4 varianti che preoccupano, e si sta ultimamente concentrando in particolare sulla variante Delta che continua ad essere segnalata in nuovi Paesi costantemente, in tutte le regioni dell'Oms, 11 nuovi Stati nelle ultime due settimane si sono aggiunti all'elenco di chi l'ha trovata sul proprio territorio. Per quanto riguarda le altre, la variante Alpha (nuovo nome del mutante scoperto in Gb) resta ancora quella identificata in più Paesi, territori o aree (170), la Beta (stanata originariamente in Sudafrica) in 119, la Gamma (vista per la prima volta in Brasile) in 71 Paesi. Nell'ambito della consultazione portata avanti dall'Oms il messaggio chiave è dunque che: gli interventi di sanità pubblica in atto per Covid, comprese le misure sanitarie e sociali e i vaccini sono ancora efficaci contro le attuali varianti di preoccupazione. Poiché diversi vaccini sono in uso e in fase di sviluppo, «è necessario un processo decisionale coordinato sulla modifica e l'amministrazione di questo strumento», spiega l'Oms. «Un nuovo gruppo consultivo tecnico esaminerà le prove disponibili e fornirà raccomandazioni sulle modifiche del vaccino, se necessarie».
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