Professione medica
Telemedicina
30/05/2021

Fascicolo sanitario elettronico, Massella (Agid): grande crescita ma vanno coinvolti medici di territorio e ospedalieri

Una rivoluzione silenziosa è in corso nell'informatica per i servizi sanitari. Riguarda 60 milioni di fascicoli sanitari elettronici, tra attivati e da aprire. Durante l'epidemia Covid tutti gli italiani hanno fruito degli avanzamenti dovuti alla ricerca nell'e-health, anche in ambito pubblico, e le sperimentazioni di telemedicina hanno raggiunto pazienti allettati per il virus o impossibilitati a spostarsi da pregresse patologie per i rischi di ipotetico contagio. Sul Fascicolo sanitario elettronico punta molto il Recovery Plan: è il "Fse" che dovrà fare da porta d'accesso agli interventi clinici e di prevenzione sul paziente, oltre che di verifica dell'appropriatezza.

A Doctor33 Enrica Massella responsabile del servizio gestione ecosistemi-Area trasformazione digitale dell'Agenzia per l'Italia Digitale-Agid fa un punto sulla realizzazione di Agenda digitale e Piano triennale per l'informatica 2020-22. Nato per favorire l'evoluzione delle piattaforme esistenti per cittadini e imprese in sanità, il secondo in particolare prevede una crescita del livello di alimentazione del fascicolo con l'inserimento di documenti provenienti da Asl ospedali e Irccs e l'integrazione delle soluzioni dei Centri unici di prenotazione regionali ed interaziendali. Grazie a sistemi interoperabili, spiega Massella, il cittadino potrà accedere più rapidamente ai servizi sanitari prenotando in strutture appena più lontane da casa, di aziende sanitarie limitrofe, ove nella propria Asl i tempi fossero troppo lunghi. E potrà fruire di cure che integrano le conoscenze di medici. A una condizione: nel disegnare percorsi di presa in carico informatizzati la condivisione dev'essere massima e passa per il coinvolgimento di medici del territorio e specialisti.
In Italia abbiamo fatto importanti passi avanti nel 2020. «Si parte da un panorama in cui ogni regione ha lavorato al proprio fascicolo, con un proprio sistema informativo», premette Massella. «Per non sovrapporsi agli investimenti delle singole regioni a livello nazionale si è investito per far interagire i sistemi informativi regionali. La pandemia ha contribuito a dare slancio all'attivazione del fascicolo e ora ministero della Salute, Agid, Regioni e Mef lavorano su piattaforme interoperabili che consentano di mettere a disposizione del Servizio sanitario nazionale e del mondo della ricerca i dati dei sistemi sanitari regionali, analizzando i quali si può avere il polso del governo clinico delle patologie e dell'incidenza di queste ultime così da sviluppare interventi di prevenzione con l'uso di tecnologie innovative». In prospettiva, «l'evoluzione del Fse va considerata in chiave europea; tutti gli stati comunitari stanno lavorando a propri fascicoli. Il Fse dovrà essere il punto unico d'accesso alle informazioni cliniche di tutti i cittadini italiani. E da semplice documento sanitario evolverà in contenitore di dati spendibili nei sistemi sanitari degli stati membri adottando standard quali HL7CDAR2».

Due snodi fondamentali riguardano la tutela della riservatezza del dato sensibile e l'arretratezza dell'Italia nello sviluppo dell'informatica per la salute. «Qualsiasi iniziativa istituzionale implicante il trattamento di dati è effettuata in accordo con il Garante della Privacy. Non ci sono specifiche tecniche che non siano concordate con l'Authority. Da parte Agid - spiega Massella - stiamo lavorando sulla sicurezza informatica, se c'è quella c'è tutela nel trattamento del dato». Quanto al confronto con l'estero, «in Italia ci sono eccellenze anche in sanità, ma vanno aiutate da una governance forte a livello centrale, governance che oggi c'è grazie alla collaborazione istituita tra Mef, Agid, Regioni, Garante Privacy. Non a caso il Piano nazionale di ripresa e resilienza vede ora nel Fse un ottimo punto di partenza per sviluppare ulteriori iniziative al servizio del cittadino. Ma tali iniziative devono coinvolgere nella progettazione e realizzazione tutti gli operatori che seguono l'assistito affinché di quest'ultimo sia tracciato il quadro clinico più ampio per seguirlo al meglio indipendentemente da dove si rivolge, sistema pubblico o privato».
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