
L'incognita dei no-vax potrebbe incidere sul raggiungimento dell'immunità di gregge, un traguardo perseguibile laddove il 70% della popolazione sia guarito o vaccinato contro il Covid. Un dato che nell'immediato futuro potrebbe essere rivelarsi problematico, anche se al momento la campagna vaccinale procede spedita.
Il caso degli Stati Uniti è emblematico. Al momento si vaccina una media settimanale di 2,1 milioni di dosi al giorno e circa il 46% della popolazione (153 milioni di persone) ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma la direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention Rochelle Walensky stima che nelle prossime settimane "la domanda e l'offerta potrebbero cambiare" e si potrebbero avere più vaccini disponibili ma non abbastanza persone che vogliono vaccinarsi. I governi locali e le aziende studiano nuove strategie per arrivare alla parte di popolazione restia alla vaccinazione: in New Jersey le persone con più di 21 anni che hanno ricevuto la prima dose del vaccino potranno avere gratis una birra («shot and beer»), mentre in West Virginia i giovani vaccinati avranno diritto a un buono del Tesoro del valore di 100 dollari. In Italia, secondo i dati di un sondaggio condotto da Ipsos, che ha analizzato anche la propensione alla vaccinazione, l'8% del campione dichiara di essere contrario mentre il 20% vuole aspettare per capire l'efficacia del vaccino o di voler decidere quale fare. Un quadro che al momento non costituisce un problema, come spiega in un recente tweet Roberto Burioni: "dobbiamo vaccinare tutti gli entusiasti" ha detto il virologo. "Ma gli antivaccinisti potrebbero impedirci di raggiungere l'immunità di gregge obbligandoci a convivere con il virus, a un certo punto la politica dovrà occuparsi di loro e della salute pubblica".
A completare lo scenario ci sono i medici e i professionisti sanitari contrari all'obbligo vaccinale introdotto dal decreto-legge del 1 aprile. Come emerge dall'ultimo report sulle vaccinazioni pubblicato dal Governo, ci sono ancora 85mila operatori non immunizzati, pari a circa il 5% del totale del personale sanitario italiano. Inoltre, dagli ultimi controlli dei Nas condotti nelle strutture ricettive per anziani per la verifica delle norme anti-Covid, in 42 Rsa sono risultati privi di copertura vaccinale 87 tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-assistenziali e restante personale destinato al contatto diretto con gli anziani. Le motivazioni sono diverse: problemi logistici o burocratici, confusione sulla platea che rientra nell'obbligo, ma anche contrarietà alla vaccinazione.
Dopo la recente manifestazione promossa dall'Associazione "Vaccinare informati", l'Omceo di Trento ha ribadito "il valore della vaccinazione di massa quale trattamento fondamentale per contrastare e uscire dalla pandemia" e ricordato il "il dovere di richiamare con decisione il medico che opera contro la pratica vaccinale e che diffonde una cultura negazionista che può indurre il cittadino a privarsi di cure essenziali". Evidenziando come "la deontologia non ammette alcun cedimento antiscientifico e condanna fermamente ogni posizione negazionista indipendentemente dall'obbligo vaccinale introdotto dal Decreto Legge 44/2021".
Francesca Notaro