
L'emergenza sulla salute mentale dell'infanzia e l'adolescenza si è amplificata con la pandemia, ma si trascina da molto tempo e richiede interventi tempestivi, mirati e coordinati a tutti i livelli. A lanciare l'allarme, chiedendo alle istituzioni di agire tempestivamente, è la presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia),
Antonella Costantino, che sottolinea come per quanto riguarda i bisogni più specificamente sanitari, la situazione è purtroppo ormai drammatica. "Negli ultimi 10 anni - spiega Costantino a Doctor33 - si è osservato il raddoppio degli utenti seguiti nei servizi di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza. In nessun'altra area della medicina si è assistito a un aumento degli accessi ai servizi così rilevante, a parità di personale, e senza comunque riuscire a garantire le risposte adeguate agli utenti".
Secondo i dati Sinpia, già prima della pandemia, 200 bambini e ragazzi su 1000 avevano un disturbo neuropsichico, ovvero 1.890.000 minorenni. Solo 60 su 200 riuscivano ad accedere ad un servizio territoriale di Npia e solo 30 su 200 riuscivano ad avere risposte terapeutico-riabilitative appropriate. Sette su 1000 si recavano al pronto soccorso per un disturbo psichiatrico e 5 su 1000 venivano ricoverati per un disturbo neurologico o psichiatrico. Solo 1 su 5 riusciva ad essere ricoverato in un reparto di Npia, mentre 4 su 5 venivano purtroppo ricoverati in reparti non appropriati, di cui 1 in reparto psichiatrico per adulti. "La perdurante mancanza di un sistema informativo nazionale per la salute mentale dei minori rende difficile poter analizzare nel dettaglio i dati delle attività territoriali a livello nazionale, ma l'andamento in aumento dei ricoveri negli ultimi anni è purtroppo ormai un indicatore evidente della carenza di risposte appropriate. Tra il 2017 e il 2018 i ricoveri per disturbi neurologici tra 0 e 17 anni sono aumentati dell'11% e quelli per disturbi psichiatrici sono aumentati del 22%".
A peggiorare la situazione contribuisce la grave disomogeneità nell'organizzazione della rete dei servizi di Npia nelle diverse regioni italiane. In particolare, mancano non solo i letti di ricovero dedicati, ma soprattutto le strutture semiresidenziali terapeutiche, indispensabili per garantire interventi a maggiore complessità e intensità e per prevenire, per quanto possibile, il ricorso al ricovero ospedaliero e alla residenzialità terapeutica. "Nei servizi territoriali - aggiunge la presidente Sinpia - spesso non sono previste e adeguatamente presenti tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi e vi sono significative difficoltà nel garantire la presenza anche solo delle figure mediche indispensabili, già sottodimensionate e di cui molte verranno collocate a riposo a breve senza che vi sia un numero sufficiente di neospecialisti per sostituirle". È evidente che la pandemia ha peggiorato una situazione già di per sé complicata. "In alcune realtà si è assistito ad un raddoppio degli accessi per tentati suicidi o atti autolesivi gravi, in altre le richieste sono in aumento, ma paiono ancora compatibili con il trend precedente. È ancora difficile prevedere le effettive conseguenze della pandemia sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti, sia nell'immediato che in futuro, ma certamente è già evidente che la tipologia e qualità delle risposte messe in atto e delle concrete esperienze di vita incontrate in questo anno così complesso determinano differenze molto significative".
La richiesta della presidente Sinpia, Antonella Costantino, avanzata in una lettera inviata nel mese di marzo alle istituzioni, è quella di includere nel Piano nazionale di ripresa e di resilienza iniziative mirate all'area della salute mentale in infanzia e adolescenza. Ma di farlo urgentemente. "Bisogna potenziare - dice - i servizi territoriali di Npia, garantendo almeno un'unità complessa ogni 150.000-250.000 abitanti e prevedendo necessariamente la presenza dell'equipe multidisciplinare". Nei vari punti della strategia proposta alle istituzioni dalla Sinpia c'è anche l'attivazione di un Centro diurno terapeutico integrato con equipe per interventi intensivi in ciascun servizio territoriale, per i disturbi psichiatrici in adolescenza e per i gravi disturbi del neurosviluppo nei primi anni di vita; così come implementazione del numero di posti letto di Npia per garantire risposte appropriate agli utenti con disturbi sia neurologici che psichiatrici. "Riteniamo fondamentale, sebbene a tutt'oggi non ci sia stata nessuna risposta alla nostra lettera - conclude Costantino - che vengano incluse nel PNRR azioni che sviluppino strategie più generali di promozione della salute mentale, diffuse e condivise nella società civile, che riportino bambini e adolescenti al centro degli investimenti per il futuro, in stretto raccordo tra ambito educativo e scolastico, sociale e con le diverse realtà dell'ambito sanitario, non solo Npia ma pediatria, servizi per le dipendenze patologiche, servizi consultoriali, servizi psichiatrici per l'adulto".
Rossella Gemma