feb172012
Nelle donne in premenopausa la maggior parte dei metaboliti estrogenici urinari in fase medio-luteinica non è associata positivamente al rischio di cancro mammario. Vi è però un'associazione inversa tra tale rischio e i metaboliti di estrogeni introdotti per via parenterale e si ritiene che le donne con i valori più alti di escrezione urinaria di tale tipo siano quelle a minore rischio. È la conclusione di uno studio caso controllo - effettuato da A. Heather Eliassen, del Brigham and Women's Hospital di Boston (Usa), e collaboratori - su 18.521 donne in premenopausa. Dalle partecipanti è stato raccolto un campione di urine nella fase medio-luteale del ciclo e sono stati quindi misurati 15 analiti tra metaboliti estrogenici ed estrogeni urinari. Nel corso dei 3 anni dello studio, sono stati diagnosticati 247 casi di cancro mammario, che sono stati abbinati ognuno a due controlli. I livelli più elevati di estrone e di estradiolo sono risultati fortemente associati a un basso rischio neoplastico. Un pattern solitamente analogo, sebbene non significativo, si è osservato con i metaboliti estrogenici della via 2- e 4-idrossilativa. Un'associazione significativamente positiva si è invece osservata con il 17-epiestriolo, così come un rischio significativamente maggiore si è osservato sulla base del rapporto metaboliti estrogenici parenterali/metaboliti estrogenici non parenterali.
Cancer Res, 2012; 72(3):696-706