Come già previsto alla vigilia, l’astensione dal lavoro effettuata ieri dagli ortopedici italiani ha raggiunto un’adesione altissima, che ha sfiorato il 90% e ha comportato il rinvio di circa 2.000 interventi programmati e di migliaia di visite. Il bilancio dello sciopero è stato comunicato dal presidente di Nuova Ascoti Michele...
Di notevole interesse pratico e culturale un recente studio di coorte, retrospettivo, condotto congiuntamente da anestesisti, cardiologi e biostatistici del...
Le riforme contenute nel cosiddetto decreto Balduzzi non rispondono alle esigenze del personale sanitario in materia di responsabilità professionale. È sulla scia di questa motivazione che l’associazione nuova Ascoti ha proclamato formalmente lo stato di agitazione
«Sottoporsi a controlli urologici già ai primi sintomi, senza sottovalutare fastidi e disturbi ricorrenti, rappresenta la strategia vincente per prevenire...
«La programmazione delle varie specialità non è aderente alle vere esigenze che si stanno creando»: il giudizio lapidario è espresso da Angelo Camaioni, presidente della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale
I chirurghi sono preparati ma poco propensi all’ascolto: questo è il giudizio dato dai pazienti stessi, secondo una ricerca nazionale condotta dalla Fondazione chirurgo e cittadino (Fcc) con il patrocinio dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi)
Che i chirurghi plastici usassero i social media per farsi pubblicità è cosa nota. Ma come li usano? E con quali motivazioni? E che con che impressioni? Ecco le domande cui risponde uno studio coordinato da Reza Jarrahy, professore associato di chirurgia plastica all’Università di California Los Angeles
«L''aumento smisurato delle polizze assicurative e la mancanza di norme puntuali sulla responsabilità civile e penale del medico sono tra le cause principali di forti preoccupazioni da parte della categoria medica». A ribadirlo l’appello rivolto dal presidente dell’Ascoti
La compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei pazienti. È questa secondo il presidente della Soi Matteo Piovella, alla vigilia del Congresso che prende il via il 15 maggio a Milano, la via per superare l’attuale dicotomia pubblico-privato
Cresce il numero dei medici che decidono di emigrare per specializzarsi. Destinazione preferita l’Inghilterra, dove il compenso di uno specializzando è circa il doppio rispetto all’Italia e dove da anni si registra una carenza di medici. Ma non è solo questione economica
Può il grado di soddisfazione dei pazienti essere considerato un indicatore della qualità delle cure chirurgiche fornite da un ospedale ed essere quindi usato come parametro su cui basare i rimborsi?
La gestione a distanza del decorso post-operatorio da parte di medici in reperibilità non espone i pazienti chirurgici ad alcun aumento di rischio rispetto a quella effettuata da quelli presenti in ospedale: è questa la conclusione di uno studio appena pubblicato su Jama Surgery
Un ginecologo è stato condannato in primo grado al risarcimento dei danni subiti da una giovane paziente cui aveva praticato un trattamento di stimolazione ormonale per la cura di irregolarità mestruali che non consentivano il concepimento. Successivamente, una prima gravidanza della donna si è conclusa con aborto, cui è seguita l’asportazione di entrambe le ovaie e un intervento di salpingectomia bilaterale per una cisti sull''annesso di sinistra.
Le caratteristiche dei chirurghi sono stati più volte identificati come fattori che influenzano durata dell’ospedalizzazione, mortalità, costi ospedalieri, e complicanze nei pazienti adulti, ma lo stesso non si può dire per i bambini: nell’ambito della chirurgia pediatrica, infatti, questo tipo di dati è quantitativamente limitato e di qualità metodologica molto variabile
La ricerca di nuovi biomarker utili ai fini diagnostici e prognostici sta facendo registrare rapidi progressi anche nel settore del tumore della vescica. Lo testimonia l’elevato numero di comunicazioni orali e poster presentati sull’argomento a Milano
I dati grezzi sul numero di nuovi ricoveri a 30 giorni dalla dimissione dopo un intervento di neurochirurgia non andrebbero usati come indicatori della qualità: è questa la conclusione cui è giunto uno studio diretto da Beejal Amin
I chirurghi lombardi – presenti con i propri rappresentanti in un incontro ieri a Milano - sono in allarme per una delibera della Giunta regionale con cui si sposta un’ampia serie di interventi finora eseguiti in day surgery alla chirurgia ambulatoriale
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