Legislazione medica


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Approvato in via definitiva il Decreto Balduzzi, votato con la fiducia al Senato, nella versione uscita dalla Camera a fine ottobre che aveva recepito, rispetto alla stesura iniziale, le indicazioni della commissione Bilancio.
Dovrebbe tenersi oggi l’incontro del ministro della Salute, Renato Balduzzi, con le sigle sindacali promotrici della manifestazione di sabato, che era stato inizialmente calendarizzato per martedì.
Dopo la richiesta di un incontro, fissato per oggi, con una delegazione delle organizzazioni sindacali promotrici della protesta di sabato, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha dato un ulteriore segnale di apertura, rimettendo sul tappeto aggiustamenti a legge Stabilità.
A placare la delusione dei senatori non bastano le rassicurazioni del presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini o del Ministro: alcuni senatori Pdl chiedono un impegno di Monti, altrimenti non voteranno la fiducia.
Il decreto Balduzzi, causa tempi troppo stretti, va verso la fiducia al Senato, in modo da concludere l’iter con la seconda lettura senza ulteriori modifiche. L’annuncio è stato dato in commissione Igiene e Sanità dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.
Le risorse necessarie all’attuazione della riforma delle cure primarie derivano, per la fase delle aggregazioni funzionali territoriali, dalla convenzione in atto, mentre per la costituzione delle unità complesse arriveranno dalla riorganizzazione delle rete ospedaliera.
Le risorse sono poche, ma le regole contenute nel decreto Sanità servono a rendere il sistema più sostenibile. Il confronto attorno al testo è stato approfondito e l’unico capitolo che deve rimanere aperto è la revisione del prontuario.
Da anni tocchiamo con mano il taglio dei posti letto e delle risorse umane negli ospedali, senza che a questo corrisponda un reale spostamento di risorse economiche sul territorio. È questa la denuncia lanciata dagli spalti del Congresso nazionale Sumai-Assoprof.
Non piacciono le modifiche apportate al decreto Balduzzi sulla base dei rilievi della commissione Bilancio e ancora meno va giù la fiducia posta al provvedimento. A partire dalla commissione Affari sociali della Camera che quel testo aveva licenziato.
Saltano dal Decreto Balduzzi le fatture dettagliate per l’intramoenia, la copertura assicurativa obbligatoria, l’età pensionabile a 70 anni per i medici e i dirigenti Ssn. Inoltre in tema di cure primarie, ruolo unico e formazione del Mmg è senza ulteriori spese.
Le modifiche apportate dalla commissione Affari sociali della Camera al decreto Balduzzi hanno reso il testo troppo «oneroso». È questa la logica delle indicazioni che arrivano dal ministero dell’Economia (Mef) con le quali la commissione Bilancio ha dovuto fare i conti.
La riformulazione dell’articolo 4 del Decreto Balduzzi, che introduce la possibilità per i dirigenti Ssn di andare in pensione, su richiesta e proposta dell''Azienda sanitaria, a 70 anni, invece che a 67, produce ricadute negative sulle giovani generazioni.
È previsto per oggi il via libera definitivo dalla commissione Affari sociali della Camera al Decreto Balduzzi, dopo aver raccolto i pareri, non vincolanti, delle varie commissioni, eccezion fatta per quello del Bilancio che arriverà direttamente lunedì.
Continuano ad affiorare dubbi e timori da parte delle rappresentanze mediche intorno alla riscrittura dell’articolo 1 sulle cure primarie del Decreto Balduzzi, sotto l’esame della commissione Affari sociali della Camera.
I direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario saranno nominati dalle Regioni, attingendo da un elenco di idonei, selezionati da una commissione costituita «secondo modalità e criteri individuati dalla Regione.
Le Regioni avranno 180 giorni per provvedere all’adeguamento delle convenzioni dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali, poi scatta un decreto ministeriale.
Non piace ai medici di medicina generale la nuova versione dell’articolo 1 sulle cure primarie del decreto Balduzzi, da ieri all’esame della commissione Affari sociali della Camera dopo la riscrittura del ministero della Salute su indicazione delle Regioni.
La discussione che si è avviata alla Camera sul Decreto Sanità, che l’altro ieri è culminata con la presentazione, da parte delle Regioni, di una serie di modifiche «irrinunciabili», ha fatto registrare un''attenzione notevole dei parlamentari.
Rivedere le misure del Decreto Balduzzi su cure primarie e nomine di manager della sanità è la condizione «irrinunciabile» posta dalle Regioni, che ieri in commissione Affari sociali della Camera hanno consegnato ai deputati il loro parere.
Il provvedimento sulle liberalizzazioni di inizio anno e la spending review, poi, hanno mutato il panorama di riferimento della prescrizione dei medicinali. In questo contesto il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito un chiarimento.
Introdurre nella riforma delle cure primarie prevista dal Decreto Balduzzi il tempo pieno accanto al ruolo unico, prevedere il passaggio alla dipendenza per i convenzionati del 118 e posti riservati nelle scuole di specializzazione dell’emergenza-urgenza.
Mentre è partito l’iter di conversione in legge del decreto Balduzzi e sono state calendarizzate le audizioni in commissione Affari sociali della Camera, arrivano già le prime proposte di modifica al testo dalle parti sociali.
Stabilito il calendario dell’iter di conversione del decreto Balduzzi dalla Commissione Affari sociali della Camera, che settimana prossima avvierà le audizioni. L’obiettivo è di portare in Aula il testo la seconda settimana di ottobre.
«Insufficiente sia per i medici sia per le compagnie assicuratrici» così Mario Falconi, presidente del TDMe (Tribunale dei diritti e dei doveri del medico) si esprime in una nota sul decreto Balduzzi
Comincerà dalla Camera l’esame del decreto Balduzzi, firmato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La commissione Affari sociali, a cui dovrebbe essere assegnato, è pronta per esaminare il testo già la prossima settimana.

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