La spesa per acquisti di beni e servizi in sanità ammonta a circa «30 miliardi» e con «prezzi di riferimento» in particolare per «alcuni beni complessi, per i quali magari ci sono pochi fornitori» è possibile arrivare a ottenere buoni risparmi. Lo dice Giovanni Monchiero, presidente della Federazione delle aziende...
Più di 4 miliardi di euro per cominciare. Ma i risparmi potrebbero arrivare a 100 miliardi sul breve periodo e addirittura a 300 in tempi più lunghi. Sono le cifre che dovrebbero arrivare dalla spending review così come escono dal piano di interventi presentato da Enrico Bondi
La franchigia sul reddito al posto del ticket? La proposta del ministro è debole sotto molti punti di vista: per poca fattibilità, per le ricadute sociali che avrebbe e per ciò che significa in termini di politica sanitaria. È una bocciatura senza appello quella che arriva da Nerina Dirindin
Le cifre che circolano sui tagli che deriverebbero dalla spendig rewiew sono frutto di fantasia. Lo ha affermato il ministro della Salute, Renato Balduzzi. «In questo momento non abbiamo la possibilità di dare un''indicazione precisa sui tagli».
Ci saranno tagli sulla spesa sanitaria in vista della spending review? Per ora il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda non conferma e resta sul vago, sottolineando solo come un aumento della spesa in questo comparto di 5 punti sia stato rilevante
Lottizzazione degli incarichi, medicina difensiva, con un ricorso spropositato ad accertamenti e indagini, corruzione. Sono queste, secondo Federconsumatori, le vere...
Si dovrebbero concentrare soprattutto sulla Sanità le attenzioni di Enrico Bondi, il commissario per la spending review del governo Monti. Il piano operativo dell’ex manager Parmalat dovrebbe essere consegnato ufficialmente entro la fine della settimana
I ticket potrebbero avviarsi al pensionamento, lasciando il posto a una sorta di franchigia stabilita il base al reddito, solo oltre la quale interverrà il Ssn a pagare il conto, che si tratti di farmaci, viste specialistiche o interventi chirurgici.
La spending review andrà realizzata senza scorciatoie ma anche senza forzature. Un ammonimento, questo, del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che cade in una giornata in cui di preoccupazioni sulla sanità se ne sono accumulate parecchie.
«Dietro la spesa sanitaria, affidata alle regioni, c''è una struttura politica forte e interessi coalizzati delle industrie di farmaci e di beni e attrezzature». È quanto affermato ieri dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda in audizione sulla spending review
È entrato in vigore ieri il Dl sulla razionalizzazione della spesa pubblica, che contiene la spending review, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ora, i Dicasteri hanno tempo fino a fine maggio per presentare un programma di riordino e riassetto delle uscite.
Novantacinquemila mail inviate al governo Monti in una settimana. 24mila ricevute tra il 5 e il 6 maggio. È questo il bilancio dell’iniziativa lanciata da Palazzo Chigi che chiedeva ai cittadini, esasperati dagli sprechi, di fare segnalazioni sulla spending review
Ridefinizione delle tariffe per le prestazioni ospedaliere, residenziali e territoriali. Razionalizzazione e contenimento della spesa per il personale. E infine nuovi ticket, su visite ed esami. È la ricetta che il Tavolo tecnico suggerisce alla Regione Lazio
Dalla “spending review” il governo potrebbe ricavare risparmi per due miliardi soltanto dalla Sanità. Senza intaccare in alcun modo la spesa per le prestazioni. È la stima che arriva da una ricerca condotta da Ageing Society
Triplicato, nel giro di sette anni, il numero di pazienti che ha effettuato accertamenti tramite diagnostica per immagini in strutture private a pagamento intero, con un passaggio dal 5,6% nel 2005 a oltre il 18% nel 2011.
Dal risanamento della Parmalat a quello dei conti pubblici. È abituato alle missioni “quasi impossibili” Enrico Bondi, il manager che Mario Monti ha chiamato a Palazzo Chigi perché assumesse la regia della “spending review”,
Circa 90 miliardi di euro, ovvero 150 euro a testa per ogni cittadino europeo. Questo il costo per assistenza e cura del diabete che i 27 paesi dell’Unione europea hanno complessivamente sostenuto nel 2011, secondo le stime dell’International diabetes federation comunicate a Copenhagen nel corso dell’European diabetes leadership forum promosso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), in collaborazione con l’Associazione danese per il diabete e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.
Il mancato adeguamento del Fondo sanitario nazionale può mettere a rischio l’esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale. È il rischio evocato dalla Commissione Affari sociali della Camera
Si riacutizza, in Veneto, la campagna della Regione per contenere la spesa originata da visite ed esami. È una sorta di guerriglia che procede per focolai, il più recente dei quali ha per teatro la provincia di Padova
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