L’obesità è una malattia cronica che grava significativamente sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette, causando anche l’insorgere di ulteriori patologie. Come nei pazienti predisposti in cui questa condizione favorisce lo sviluppo del diabete tipo 2. L’obesità, inoltre, è il più importante fattore di rischio per questa malattia ancor più della predisposizione genetica e dello stile di vita.
Secondo gli specialisti, riuniti al 30° Congresso nazionale di diabetologia organizzato a Rimini dalla Società Italiana di diabetologia (SID), l’obesità rappresenta una priorità clinica, sociale ed economica che deve essere affrontata attraverso strategie integrate e multidisciplinari.
In questi anni la sfida per perdere peso ha visto approcci per lo più legati allo stile di vita: diete, attività fisica e trattamenti che spesso si sono conclusi con risultati poco soddisfacenti. Secondo i clinici questo accade perché si dimentica che l’obesità è una malattia legata alla mancata capacità dell’organismo di regolare il peso e il grasso corporeo per il mantenimento della salute. I recenti progressi della ricerca medica e farmacologica promettono però un futuro rivoluzionario nel trattamento dell’obesità e nella gestione medica del peso, anche come alternativa alla chirurgia bariatrica, in quanto applicabile solo a un ristretto gruppo di persone con obesità.
“Secondo i criteri internazionali la chirurgia bariatrica risulta essere un trattamento efficace per circa il 20% delle persone con obesità, tuttavia, si stima un'aderenza solo del 2-3%. La situazione sui trattamenti per l'obesità in Italia e in Europa varia notevolmente, con disparità regionali significative. In Italia il numero di centri specializzati in chirurgia bariatrica è ancora insufficiente per soddisfare la domanda crescente e, peraltro, con dei costi aggiuntivi per chi vuole accedervi”, ha spiegato durante il Congresso il prof. Maurizio De Luca, Coordinatore delle Linee guida nazionali della Sicob (Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche).
Oltre alla chirurgia esistono soluzioni non chirurgiche che sono in costante evoluzione e includono un ampio spettro di interventi: questi vanno dalle terapie comportamentali (programmi dietetici personalizzati e approcci innovativi come l'uso della tecnologia per monitorare e supportare i pazienti) ai trattamenti farmacologici. Attualmente sono diversi i farmaci approvati, con più meccanismi di azione: Metreleptina e Setmelanotide indicati per sindromi rare monogeniche, mentre ci sono altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale ed entero-pancreatico per ridurre l’appetito e aumentare il senso di sazietà.
“Ci sono trattamenti innovativi che offrono ulteriori opzioni terapeutiche, come Tirzepatide, un farmaco innovativo, primo agonista duale molecolare che permette a una singola molecola di agire su due recettori: GIP e GLP-1”, ha evidenziato il prof. Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia dell’Università di Bari e Senior Vice President della European Association for the Study of Diabetes (EASD).
“Questo meccanismo riduce il senso di fame, potenzia il metabolismo glico-lipidico ha effetti sulla termogenesi e quindi favorisce una maggiore perdita di peso rispetto ad altri farmaci, fin dalle prime 4 settimane di somministrazione. Un beneficio che va ben oltre il calo di peso come pressione arteriosa, trigliceridi e altri fattori di rischio cardiovascolare, comorbilità legate all’obesità. Con l'avanzamento della ricerca e lo sviluppo di nuove formulazioni, è probabile che avremo sempre di più una maggiore diffusione di questi trattamenti”. Inoltre, ci sono terapie come la cognitivo-comportamentale (Cbt) che sono, spiega Giorgino, “fondamentali per aiutare i pazienti a modificare lo stile di vita. Identificano e correggono i comportamenti disfunzionali, migliorano la gestione dello stress e promuovono abitudini salutari”.
Cruciale è anche lo sviluppo tecnologico che permette, grazie ad app di monitoraggio di favorire l’aderenza terapeutica, da cui dipende l’efficacia dei trattamenti. Per affrontare l’obesità in modo sempre più completo, secondo i clinici, la medicina di precisione basata su tratti genetici ed ambientali promette di prevenire e trattare le comorbilità legate all’obesità.
Beatrice Curci