Sappiamo che la fibrillazione atriale (AF) è un fattore di rischio di stroke molto importante, da 5 volte se si tratta di FA non valvolare a 17 volte se accompagnata a valvulopatia reumatica. Gli antagonisti della vitamina K, warfarin (W) in particolare, sono risultati efficaci nel ridurre il rischio di...
I ricercatori del programma EINSTEIN-PE hanno approntato uno studio multicentrico randomizzato, open-label, event-driven, di non inferiorità, che ha coinvolto 4.832...
Da alcuni colleghi ortopedici dell’Università di Atlanta, in Georgia, viene proposta una “nuova” metodologia terapeutica per la profilassi degli eventi...
È in corso l’aggiornamento delle Linee Guida per il trattamento della ipercolesterolemia (ATP IV) che verrà concluso nel corso del 2012 a cura del National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI). L’obiettivo è di promuovere una gestione integrata dell’ipercolesterolemia nell’ambito di una riduzione del rischio cardiovascolare globale. La precedente versione delle Linee Guida (ATP III) si basava su una strategia volta al raggiungimento di livelli target di LDL-C a seconda della presenza di un differente grado di rischio cardiovascolare; gli obiettivi del trattamento pertanto facevano riferimento ai valori di LDL-C (quando iniziare la terapia; quali livelli raggiungere).
La regressione dell’ipertrofia ventricolare sin (IVS) nel paziente con cardiopatia ipertensiva si associa con una riduzione degli eventi. Siccome nel...
La riduzione dei tassi di riospedalizzazione è diventato un obiettivo di rilievo per i gestori della sanità perché questo fenomeno è frequente, fonte di costi elevati, molto variabile nelle differenti realtà sanitarie e, in teoria, almeno in parte prevenibile. La riduzione delle riospedalizzazioni potrebbe pertanto costituire una opportunità per migliorare le cure e ridurre i costi della sanità. Nella realtà americana si è per questo motivo deciso di penalizzare sotto il profilo economico gli ospedali con tassi di riospedalizzazione a 30 giorni peggiori di quanto atteso. Ciò ha stimolato le organizzazioni ospedaliere e le società scientifiche rappresentative dei professionisti ad investire risorse per cercare e/o implementare soluzioni a questo problema.
La decisione di inviare un paziente in consulenza è un fattore che condiziona la qualità delle cure, ma anche l’entità della spesa sanitaria. Infatti, i pazienti che vengono inviati in consulenza ad un medico specialista finiscono per generare una spesa sanitaria maggiore rispetto a quelli che restano in carico al medico delle cure primarie, e ciò anche dopo aggiustamento dei costi in base alle condizioni cliniche generali. Il ricorso a consulenze specialistiche, quando appropriate, migliora la qualità delle cure, ma un loro sovra-utilizzo rischia di aumentare i costi senza un reale beneficio. Nonostante il ruolo centrale che le consulenze occupano in un sistema sanitario, poco si conosce circa gli aspetti epidemiologici di questo fenomeno.
HALT-C (Hepatitis C Antiviral Long-term treatment against Cirrhosis) è uno studio prospettico, multicentrico, randomizzato e controllato, che è stato eseguito...
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L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...