Quando un paziente non riesce a reperire un farmaco, il medico deve innanzitutto verificare se il medicinale è presente nell’elenco dei farmaci carenti pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Da questa verifica dipendono i passaggi successivi: ricorso a un equivalente o a un’alternativa terapeutica oppure, quando necessario, richiesta di importazione dall’estero. È il percorso indicato dall’Agenzia nel nuovo dossier dedicato alle carenze dei medicinali e alla continuità terapeutica.
AIFA definisce “carente” un medicinale temporaneamente non reperibile sul territorio nazionale perché il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio non riesce ad assicurare una fornitura continua rispetto al fabbisogno terapeutico. La carenza va distinta dall’indisponibilità, che può invece riguardare temporaneamente uno specifico territorio o alcuni punti della rete distributiva.
Se il medicinale figura nell’elenco dei farmaci carenti, occorre verificare le indicazioni associate alla singola confezione. Quando è disponibile un equivalente o un’alternativa terapeutica presente sul mercato italiano, lo specialista o il medico di medicina generale possono valutarne l’impiego per garantire la prosecuzione della terapia.
Se invece non sono disponibili equivalenti o alternative terapeutiche in Italia, AIFA può autorizzare l’importazione di un medicinale analogo autorizzato e commercializzato all’estero. La procedura può essere attivata dal medico specialista o dal medico di medicina generale ed è successivamente gestita dalla farmacia ospedaliera o dall’ASL competente per territorio. Anche quando esistono alternative, in situazioni specifiche e motivate il medico può ritenere necessaria l’importazione del medicinale carente.
Diverso il percorso quando il farmaco non compare nell’elenco AIFA. In questo caso potrebbe trattarsi di un’indisponibilità temporanea nella rete distributiva. Il farmacista può segnalarla alla Regione, che verifica la disponibilità presso altri grossisti, e può procedere all’ordine diretto all’azienda farmaceutica secondo le procedure previste. Se viene accertata una carenza non comunicata dal titolare, la Regione può segnalarla ad AIFA.
L’Agenzia aggiorna almeno due volte alla settimana l’elenco dei medicinali carenti. Per ogni confezione sono riportati, quando disponibili, la causa della carenza, la data di inizio e quella prevista di conclusione, la presenza di equivalenti e i provvedimenti adottati. Sono inoltre disponibili elenchi distinti dei medicinali per i quali esistono equivalenti, alternative terapeutiche o la possibilità di importazione dall’estero.
Secondo AIFA, la mancata disponibilità immediata di una confezione solo raramente determina l’impossibilità di proseguire la terapia. La gestione delle carenze coinvolge medici, farmacisti, strutture sanitarie, aziende, distributori, Regioni, Ministero della Salute e Agenzia con l’obiettivo di assicurare la continuità delle cure.