La Commissione europea ha approvato onasemnogene abeparvovec per il trattamento dell'atrofia muscolare spinale (SMA) di tipo 5q in bambini di età pari o superiore ai 2 anni, adolescenti e adulti con mutazione biallelica nel gene SMN1. L'approvazione introduce la prima terapia genica di sostituzione SMN1 per questa popolazione nell'Unione Europea, caratterizzata da una somministrazione unica intratecale a dose fissa, indipendente dall'età e dal peso corporeo, offrendo un approccio radicalmente diverso rispetto ai trattamenti continuativi disponibili.
La SMA è una malattia neuromuscolare rara e genetica causata da mutazione o assenza del gene SMN1 e ha una prevalenza stimata globale di 1-2 casi per 100.000 persone, con un'incidenza di circa 1 caso ogni 10.000 nati vivi. Fino ad oggi, l'assenza di opzioni terapeutiche curative ha limitato la gestione alle strategie di supporto sintomatico e assistenziale.
Onasemnogene abeparvovec è una terapia genica basata sul virus adeno-associato 9 (AAV9) progettata per affrontare direttamente la causa genetica della SMA fornendo una copia funzionale del gene SMN1 umano. La terapia è somministrata per via intratecale in un'unica iniezione una volta nella vita, con lo scopo di produrre un'espressione sostenuta della proteina SMN e migliorare la funzione motoria. Il vettore AAV9 attraversa la barriera emato-encefalica, consentendo il rilascio del gene direttamente nel sistema nervoso centrale, un approccio che differisce dalle terapie sistemiche alternative. La dose è fissa e indipendente dall'età e dal peso corporeo, semplificando l'approccio terapeutico anche in pazienti adulti.
L'approvazione si basa sui dati dello studio di registrazione STEER e sugli studi di supporto di fase IIIb STRENGTH e fase I/II STRONG, pubblicati su Nature Medicine che hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di 2,39 punti nella Hammersmith Functional Motor Scale Extended (HFMSE), con effetti mantenuti durante il follow-up di 52 settimane. Il miglioramento funzionale è stato documentato in pazienti con diverse funzioni motorie basali, indicando un beneficio consistente. Gli effetti indesiderati più comuni includono infezioni delle vie respiratorie superiori, febbre, vomito, cefalea e aumento degli enzimi epatici, con un profilo di tossicità coerente con le terapie geniche note.
«Disporre di un ventaglio terapeutico sempre più articolato permette ai clinici e alle famiglie di individuare il percorso più appropriato sulla base delle caratteristiche della malattia e dei bisogni del singolo paziente, nell'ottica di una gestione sempre più personalizzata della presa in carico» spiega Eugenio Mercuri, Direttore Dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma.
L'approvazione di onasemnogene abeparvovec rappresenta un progresso rilevante nel trattamento della SMA, estendendo l'accesso alla terapia genica di sostituzione SMN1 a bambini dai 2 anni in su, adolescenti e adulti. La somministrazione unica intratecale costituisce un elemento innovativo significativo rispetto ai trattamenti continuativi, eliminando le somministrazioni ricorrenti e riducendo i costi dell'assistenza. Nell'età adulta, dove l'autonomia diventa centrale e il rischio di complicanze degenerative croniche aumenta, la disponibilità di una terapia genica che agisce sulla causa biologica della malattia rappresenta un cambio paradigmatico nella storia naturale della SMA. Il prossimo passo è l'approvazione AIFA per la rimborsabilità in Italia, elemento critico per l'accesso equo alle pazienti nel SSN.
«Vivere con la SMA significa confrontarsi ogni giorno con una condizione complessa, i cui bisogni cambiano nelle diverse fasi della vita. Questa approvazione rappresenta un passo rilevante nel panorama delle opzioni disponibili, che potrà contribuire ad ampliare le possibilità di gestione della malattia» conclude Anita Pallara, Presidente Famiglie SMA.