Il caso trae origine da un intervento cardiochirurgico programmato per la sostituzione della valvola aortica, a fronte del quale la paziente aveva sottoscritto un modulo di consenso. In sede operatoria, tuttavia, l’atto chirurgico veniva esteso a procedure sensibilmente più invasive, quali la sostituzione dell’aorta ascendente e una plastica di ampliamento dell’aorta distale, non esplicitamente menzionate nel documento informativo iniziale. I profili di diritto riguardano l’adeguatezza del contenuto informativo rispetto alla complessità effettiva dell’operazione e la validità del consenso prestato su moduli generici. Si pone, inoltre, il tema del riparto dell’onere della prova circa la volontà della paziente qualora fosse stata edotta dei maggiori rischi, nonché la rilevanza della scelta di una struttura d'eccellenza come presunta consapevolezza dei pericoli. (avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)