Un dirigente medico contesta la decurtazione del 30% operata dall'amministrazione sulla quota variabile del trattamento economico accessorio per il triennio 2011-2013. L'operazione, giustificata dall'esigenza di contenimento della spesa pubblica, ha comportato una trattenuta fissa in busta paga basata su criteri unilaterali.
I profili di diritto riguardano l'interpretazione delle norme sulla "cristallizzazione" dei fondi per la dirigenza medica e le modalità di riduzione automatica degli stessi in proporzione alla diminuzione del personale in servizio. Emerge, inoltre, la questione della non riformabilità in peius del trattamento economico individuale e l'obbligo di "pesatura" delle funzioni per la corretta determinazione della parte variabile della retribuzione.
(avv.ennio grassini - www.dirittosanitario.net )