L’Anaao Assomed esprime una valutazione critica sul disegno di legge delega di riforma del Servizio sanitario nazionale (AS 1825), evidenziando rischi per l’equilibrio del sistema, il ruolo dei professionisti e la sostenibilità organizzativa.
Nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari sociali del Senato, il segretario nazionale Pierino Di Silverio sottolinea come il provvedimento presenti elementi condivisibili nei principi, ma criticità rilevanti sul piano attuativo. In particolare, il sindacato richiama l’attenzione sulla genericità del testo e sull’assenza di un confronto strutturato con i professionisti.
“Non appare concepibile l’elaborazione di interventi riformatori in assenza del contributo dei dirigenti medici e sanitari”, afferma Di Silverio, evidenziando la necessità di coinvolgere direttamente chi opera nel sistema.
Tra i nodi indicati anche la mancanza di risorse dedicate. Il documento segnala che la clausola di invarianza finanziaria rischia di limitare la capacità di attuare interventi concreti, con possibili ricadute sulla programmazione regionale e sulla gestione dei servizi.
Secondo Anaao, la nuova classificazione degli ospedali e il rafforzamento dei poli di eccellenza potrebbero determinare una polarizzazione dell’offerta. “Si rischia di generare un sistema a due velocità, con super ospedali attrattivi da un lato e una rete di presidi progressivamente depauperati dall’altro”, osserva Di Silverio.
Il sindacato evidenzia inoltre il rischio di un ridimensionamento della prevenzione e dell’assistenza territoriale, a favore di una maggiore centralità delle strutture ospedaliere ad alta complessità.
Sul piano del personale, il documento richiama il progressivo indebolimento della dirigenza medica negli ultimi anni. Tra il 2013 e il 2023 le strutture semplici sono diminuite del 43%, mentre dal 2009 le strutture complesse si sono ridotte del 33,5%, con effetti sulla capacità organizzativa e sulla leadership clinica.
“La sostenibilità del Servizio sanitario passa per la valorizzazione, l’autonomia e la responsabilità dei professionisti”, afferma Di Silverio, indicando tra le priorità l’eliminazione del tetto di spesa sul personale, il miglioramento delle condizioni di lavoro e un rafforzamento della governance partecipata.
Il sindacato ribadisce la disponibilità a contribuire al percorso di riforma, ma sottolinea la necessità di definire con maggiore chiarezza contenuti, risorse e modalità attuative. “Resta da definire la direzione concreta che tale riforma assumerà”, conclude Di Silverio.