Lo Smi chiede salari “in linea con la media europea” e la rimozione del tetto di spesa per le assunzioni nella trattativa per il rinnovo del contratto 2025-2027 della dirigenza medica e sanitaria, avviata all’Aran.
“A soli due mesi dalla firma del contratto 2022-2024, i sindacati tornano a sedersi al tavolo Aran per discutere il triennio successivo 2025-2027”, afferma Fabiola Fini, vice segretario nazionale SMI e vicepresidente nazionale FVM. La trattativa riguarda oltre 130mila professionisti tra medici, dirigenti sanitari e veterinari.
Nel merito, il sindacato esprime preoccupazione per l’impostazione dell’atto di indirizzo delle Regioni. “Non nascondiamo le nostre forti preoccupazioni per i contenuti espressi nell’atto di indirizzo delle Regioni che potrebbero preludere ad un arretramento della parte normativa, in particolare sull’orario di lavoro per carenza di personale”, dichiara Fini.
Il nodo indicato è quello delle risorse umane. “Se manca il personale medico, deve essere rimosso il tetto di spesa che permane da molti anni e impedisce nuove assunzioni. Riteniamo inaccettabile che si scarichino le difficoltà del sistema sui lavoratori e sui medici”.
Accanto al tema organizzativo, il sindacato pone quello economico. “Puntiamo a un contratto che migliori le condizioni lavorative, evitando le ore lavorative stressanti determinate da pesanti turni di servizio, weekend occupati da guardie e reperibilità, precariato protratto e stipendi inadeguati, molto al di sotto della media europea”.
La richiesta è quella di un cambio di impostazione nel negoziato. “Ci stiamo impegnando a reclamare un contratto innovativo che migliori concretamente le condizioni di lavoro e gli aspetti economici, iniziando ad investire realmente sui medici e avviando così un percorso di recupero dell’inflazione”.
Posizione netta anche sul possibile esito della trattativa: “Diciamo fin d’ora il nostro no ad un contratto al ribasso, diciamo no ad uno smantellamento di diritti conquistati in anni di trattative”.
Anche AAROI-EMAC valuta positivamente l’avvio del confronto. “Apprezziamo la tempistica con cui si è riaperta la trattativa che contribuisce a riportare il rinnovo dei contratti entro un arco temporale finalmente accettabile”, dichiara il presidente nazionale Alessandro Vergallo. Il sindacato sottolinea come il rapido avvio del negoziato possa consentire di intervenire sugli aspetti rimasti aperti nei precedenti rinnovi, a partire da organizzazione del lavoro, flessibilità e orario, indicando la disponibilità a un confronto “costruttivo” per arrivare in tempi congrui al rinnovo.