La sessione di marzo 2026 del Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell'Agenzia Europea dei Medicinali si è chiusa con una serie di pareri positivi destinati a modificare concretamente la gestione di alcune tra le neoplasie avanzate più difficili da trattare. Al centro delle decisioni figurano due espansioni di indicazione per Hetronifly (serplulimab, Accord Healthcare S.L.U.) e Retsevmo (selpercatinib, Eli Lilly Nederland B.V.), che riguardano il carcinoma polmonare non a piccole cellule non squamoso metastatico o localmente avanzato, il carcinoma squamoso dell'esofago, i tumori solidi RET fusion-positivi tumor-agnostici e i carcinomi tiroidei midollari e differenziati. Queste decisioni riflettono una strategia che privilegia interventi ad alta efficacia nelle fasi più precoci del continuum terapeutico, per far fronte alla progressione rapida tipica di queste popolazioni di pazienti.
Il CHMP ha approvato due nuove indicazioni per Hetronifly: nel NSCLC non squamoso metastatico o localmente avanzato, in combinazione con carboplatino e pemetrexed come terapia di prima linea per adulti non candidabili a chirurgia o radioterapia e privi di mutazioni EGFR, ALK o ROS1; e nel carcinoma squamoso dell'esofago non resecabile, localmente avanzato, recidivante o metastatico, in combinazione con chemioterapia a base di fluoropirimidine e platino, per adulti i cui tumori esprimono PD-L1 con un combined positive score (CPS) pari o superiore a 5. Hetronifly è già autorizzato nell'UE per il carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso, in combinazione con carboplatino ed etoposide. Le nuove indicazioni ne ampliano quindi significativamente il profilo d'impiego.
Hetronifly viene somministrato per infusione ogni 3 settimane ed è classificato come medicinale orfano. Sul piano della sicurezza, il profilo è in linea con quello atteso per la classe: gli eventi avversi di grado 3 o superiore più frequenti includono aumento delle transaminasi epatiche e ipertensione, cui si aggiungono tossicità ematologiche come neutropenia e anemia, alterazioni metaboliche, oltre a riduzione dell'appetito, nausea, colite e alopecia.
Retsevmo, inibitore selettivo di RET, ha ottenuto il parere positivo per un'estensione delle indicazioni esistenti ai pazienti pediatrici a partire dai 2 anni di età, mantenendo invariate le indicazioni negli adulti. Le modifiche riguardano tre ambiti distinti. Il carcinoma tiroideo avanzato RET fusion-positivo radioiodio-refrattario e il carcinoma tiroideo midollare avanzato RET-mutato includono ora anche i pazienti pediatrici dai 2 anni in su. L'indicazione per i tumori solidi avanzati RET fusion-positivi sostituisce la precedente indicazione riservata ai soli adulti ed è ora estesa ai pazienti di almeno 2 anni. L'indicazione nel NSCLC avanzato RET fusion-positivo rimane invece invariata per gli adulti.
La caratteristica tumor-agnostica di selpercatinib, che consente di trattare neoplasie di diverso istotipo in presenza della fusione RET, ne fa uno strumento particolarmente versatile, purché supportato da una corretta caratterizzazione molecolare. Retsevmo è approvato nell'ambito di un'autorizzazione condizionale ed è disponibile in capsule da assumere per via orale due volte al giorno. Tra le tossicità più rilevanti figurano polmonite, cefalea, reazioni di ipersensibilità, ipertensione, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, febbre, astenia, sanguinamenti, aumento delle transaminasi, incremento della creatinina e chilotorace.
Il CHMP raccomanda il ricorso al sequenziamento di nuova generazione (NGS) o alla reazione a catena della polimerasi (PCR) per la selezione basata su biomarcatori prima di avviare queste terapie a bersaglio molecolare. Una raccomandazione che, nel caso di selpercatinib, assume un peso particolare data l'estensione dell'indicazione a popolazioni pediatriche in cui la disponibilità di materiale bioptico può essere più limitata.
L'anticipo dell'immunoterapia e della terapia target alla prima linea è ormai una tendenza consolidata nelle approvazioni europee, come confermato anche da questo ciclo decisionale del CHMP. Queste decisioni riflettono una strategia che privilegia interventi ad alta efficacia nelle fasi più precoci del continuum terapeutico, per far fronte alla progressione rapida tipica di queste popolazioni di pazienti.
Il CHMP raccomanda il ricorso al sequenziamento di nuova generazione (NGS) o alla reazione a catena della polimerasi (PCR) per la selezione basata su biomarcatori prima di avviare queste terapie a bersaglio molecolare. Un'indicazione che sottolinea la centralità dei test genomici nel percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico, ormai irrinunciabile in ambito di medicina di precisione.