Clinica
Oncologia
28/05/2026

Tumore al seno, nutrizione e attività fisica entrano nel percorso di cura

Il 46° Congresso Sinu richiama l’integrazione di nutrizione, controllo del peso e attività fisica nei percorsi di cura del carcinoma mammario per migliorare prognosi e prevenzione delle recidive

tumore seno

La nutrizione è oggi considerata una componente integrante e imprescindibile del protocollo di cura delle donne con tumore al seno, con un ruolo che coinvolge prognosi, tolleranza alle terapie, qualità della vita e prevenzione delle complicanze metaboliche. Il tema è stato al centro del 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in corso a Bergamo, dove gli esperti hanno richiamato la necessità di integrare screening nutrizionale, gestione del peso corporeo e attività fisica nei percorsi oncologici dedicati alle pazienti con carcinoma mammario.

Tumore al seno e alterazioni metaboliche

Il carcinoma mammario rappresenta il tumore femminile più diffuso a livello mondiale: secondo le stime Globocan 2022 i nuovi casi sono stati 2,3 milioni, pari al 24% di tutte le nuove diagnosi oncologiche nelle donne. In Italia, secondo Aiom 2025, ogni anno vengono diagnosticate oltre 50 mila donne con tumore al seno, con una sopravvivenza a cinque anni pari all’88% e circa 925 mila survivors.

Nel carcinoma mammario, spiegano gli esperti Sinu, il problema nutrizionale non riguarda soltanto la malnutrizione per difetto tipica di molte neoplasie, ma sempre più frequentemente una malnutrizione per eccesso, associata a obesità sarcopenica, aumento del grasso viscerale e alterazioni metaboliche favorite dalle terapie sistemiche, dalla menopausa iatrogena e dalla riduzione dell’attività fisica dopo la diagnosi.

“Negli ultimi anni, un numero crescente di studi ha evidenziato come il peso corporeo dopo una diagnosi di tumore al seno non sia solo una questione di benessere generale, ma un fattore che può influenzare in modo concreto la prognosi”, ha spiegato Alessio Filippone, vice-coordinatore del gruppo di lavoro Sinu “Nutrizione in Oncologia”, sottolineando che “le donne con obesità dopo la diagnosi presentano un rischio più elevato di mortalità, sia per tutte le cause, sia per il tumore al seno stesso, rispetto alle donne normopeso”.

Non conta solo il peso, ma anche il grasso addominale

Secondo quanto emerso dalla letteratura scientifica, non conta soltanto il peso corporeo totale ma anche la distribuzione del grasso corporeo. L’adiposità addominale, valutata per esempio attraverso la circonferenza vita, è infatti associata a una prognosi peggiore ed è correlata ad alterazioni metaboliche che possono favorire la progressione tumorale.

Le principali linee guida nazionali e internazionali indicano come fondamentale lo screening nutrizionale precoce nelle pazienti con tumore al seno, per identificare tempestivamente il rischio metabolico e intervenire prima che il declino funzionale diventi irreversibile.

Le indicazioni nutrizionali: proteine, carboidrati complessi e meno alcol

Sul piano clinico, il supporto nutrizionale deve puntare al mantenimento di un adeguato apporto proteico per preservare la massa muscolare e sostenere il sistema immunitario, oltre a favorire un corretto controllo glicemico attraverso il consumo di carboidrati complessi e la riduzione di zuccheri semplici, bevande zuccherate e alcol. “Le bevande alcoliche sono direttamente collegate a un maggior rischio di recidiva”, ha ricordato Filippone.

Un ruolo centrale viene attribuito alla dieta mediterranea, associata — secondo i dati richiamati dalla Sinu — a una riduzione del 22% della mortalità per tutte le cause e a una significativa diminuzione delle recidive. Particolarmente rilevanti anche i benefici cardiovascolari, considerato che nelle donne con pregresso tumore al seno il rischio cardiovascolare rappresenta una delle principali cause di mortalità a distanza di anni dalla diagnosi.

Accanto alla nutrizione, anche l’attività fisica viene considerata un pilastro del percorso di cura oncologico. Secondo le evidenze riportate dagli esperti Sinu, un esercizio regolare dopo la diagnosi può ridurre fino al 44% la mortalità totale e del 35% il rischio di recidiva, contribuendo inoltre al miglioramento della composizione corporea, alla riduzione del grasso viscerale e al recupero della massa muscolare.

Per rafforzare l’integrazione tra nutrizione, prevenzione e terapia oncologica, il gruppo di lavoro Sinu “Nutrizione in Oncologia” sta lavorando a indicazioni nutrizionali dedicate alle pazienti con tumore al seno, orientate a promuovere stili di vita corretti, mantenimento di un peso adeguato, alimentazione equilibrata e livelli di attività fisica compatibili con le condizioni cliniche delle donne durante e dopo i trattamenti oncologici.

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