Un gruppo di medici convenzionati, operanti nel servizio di continuità assistenziale, hanno contestato il provvedimento amministrativo che ha sospeso l'erogazione di due indennità (assicurativa e pediatrica) introdotte da un accordo regionale del 2007, con contestuale recupero delle somme versate nell'ultimo decennio. Il nodo del contendere riguarda la legittimità di clausole regionali che prevedono compensi parametrati sulla base di "ciascuna ora di attività" anziché su obiettivi o volumi di prestazioni. Emerge il delicato profilo del rapporto gerarchico tra la contrattazione collettiva nazionale (ACN) e quella decentrata (ADR), nonché il rispetto del principio di uniformità del trattamento economico dei professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale. La questione invita a riflettere sui limiti dell'autonomia negoziale regionale e sulla natura giuridica dei rimborsi spese. (avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)