Il 77% dei pazienti ricoverati nei reparti di Medicina Interna ha più di 70 anni e presenta una media di 4,3 patologie croniche concomitanti, un dato che certifica come l’ospedale moderno sia ormai quasi interamente dedicato alla gestione della fragilità estrema. Secondo l’ultima survey condotta da FADOI su 269 dipartimenti, questa complessità clinica si scontra con una classificazione burocratica obsoleta che vede ancora questi reparti inseriti nella fascia a bassa intensità di cura. La realtà dei fatti dice però l’esatto opposto, dato che oltre la metà dei ricoverati richiede un’intensità assistenziale medio-alta e il 40,1% una intensità media, lasciando a quella bassa una quota residuale del 5,6%.
Questa discrasia tra classificazione e bisogni reali genera una carenza strutturale di risorse che si riflette direttamente sulla gestione del personale, dove mancano all’appello un medico e un infermiere su cinque. La pressione sui posti letto è altrettanto insostenibile, con un tasso di occupazione medio che sfiora il 99% e quasi la metà delle strutture che opera costantemente in regime di overbooking. Tale congestione è la causa primaria del fenomeno del boarding, ovvero la permanenza forzata dei pazienti sulle lettighe dei pronto soccorso in attesa di un letto che non si libera, una condizione che interessa ormai due pazienti su tre.
Il blocco del sistema è alimentato anche dalle carenze della rete territoriale, che secondo l’indagine FADOI causano oltre due milioni di giornate di degenza improprie ogni anno. Circa il 27% dei ricoveri potrebbe infatti essere evitato con una migliore presa in carico territoriale, mentre il 22% dei letti rimane occupato da pazienti che avrebbero le condizioni cliniche per la dimissioni ma non trovano posto negli ospedali di comunità o non possono contare su un’assistenza domiciliare adeguata. Per gli internisti la soluzione è chiara: il 70% dei professionisti ritiene che la riclassificazione dei reparti come strutture a medio-alta intensità sia l'unico intervento davvero efficace per invertire la rotta.