La professione medica in Italia sta attraversando una fase di ricambio generazionale, con l’ingresso di un numero crescente di giovani e una presenza sempre più elevata di donne tra i nuovi laureati. È il quadro descritto da un’analisi pubblicata il 15 marzo da la Repubblica.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il cambiamento è legato a due dinamiche principali: il progressivo superamento della cosiddetta “gobba pensionistica” dei medici nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta e l’aumento dei posti nelle facoltà di medicina registrato negli ultimi anni.
Nel giro di pochi anni il saldo tra ingressi e uscite potrebbe diventare positivo. Nell’arco del prossimo quinquennio, si legge nell’analisi, potrebbero laurearsi circa 81.000 nuovi medici, mentre nello stesso periodo sono stimati circa 51.000 pensionamenti.
Parallelamente cambia anche la composizione della categoria. Tra i medici più giovani la presenza femminile è ormai maggioritaria. Secondo le stime citate nell’articolo, tra le nuove immatricolazioni a medicina le donne superano il 60% e in alcune coorti potrebbero arrivare fino al 66%.
Il ricambio generazionale pone però anche alcune questioni organizzative e formative. Il segretario dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, segnala il rischio che l’aumento dei posti a medicina non sia accompagnato da un adeguato numero di borse nelle scuole di specializzazione, con il possibile effetto di una “pletora medica” in alcune fasi della formazione.
Anche il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, sottolinea che il cambiamento richiede attenzione alla formazione dei giovani medici e al passaggio di competenze tra generazioni, in un contesto in cui molti professionisti entreranno nel sistema sanitario in tempi ravvicinati.
Il ricambio generazionale, secondo le organizzazioni professionali citate, rappresenta quindi una trasformazione strutturale della professione medica che nei prossimi anni potrebbe incidere sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione specialistica e sulla distribuzione dei medici tra le diverse discipline.