Forte contrarietà alla proposta di legge sulla medicina generale attualmente all’esame della Camera dei Deputati arriva dal Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (Snami). Il Comitato centrale del sindacato si è riunito per analizzare la proposta di legge C.2218, presentata dal deputato Giuseppe Benigni, che interviene su attività, stato giuridico e trattamento dei medici di medicina generale, esprimendo al termine dei lavori una netta bocciatura del testo. Secondo il sindacato, infatti, l’impostazione della proposta sarebbe "inaccettabile". "Dalla lettura del provvedimento emerge con chiarezza un’impostazione che Snami ritiene inaccettabile, come già avevamo dichiarato lo scorso anno", afferma il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa.
Nel mirino dell’organizzazione sindacale c’è soprattutto il modello delineato dalla proposta di legge, che secondo lo Snami combinerebbe aspetti considerati negativi sia della convenzione sia del lavoro dipendente. "La proposta riassume il peggio dei contratti di convenzione e dipendenza", aggiunge la tesoriera nazionale dello Snami, Simona Autunnali. "Una legge che, se portata avanti, causerà la fuga dei medici di famiglia e aggraverà ulteriormente il già scarso interesse nell’intraprendere questa professione". Per il sindacato, una riforma della medicina generale dovrebbe invece puntare su flessibilità e valorizzazione del ruolo del medico di famiglia all’interno del Servizio sanitario nazionale, rendendo la professione più attrattiva per i giovani medici.
"La medicina generale rappresenta uno dei pilastri dell’assistenza territoriale", sottolinea ancora Testa, evidenziando come qualsiasi intervento normativo debba nascere da un confronto reale con i professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini. Lo Snami avverte infine che, qualora l’iter parlamentare della proposta dovesse proseguire senza modifiche sostanziali e senza un coinvolgimento della categoria, il sindacato è pronto a mettere in campo iniziative di mobilitazione e protesta per tutelare i medici di medicina generale e il diritto dei cittadini a un’assistenza territoriale efficace e sostenibile.