Escludere la materia delle professioni regolamentate dagli schemi di intesa preliminare sull’autonomia differenziata per garantire uniformità nel riconoscimento dei titoli e nella mobilità dei professionisti. È la richiesta contenuta nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), riunito a Roma e composto dai 106 presidenti degli Ordini territoriali.
La mozione chiede di espungere la materia delle professioni dagli schemi di intesa relativi a Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, recentemente approvati dal Consiglio dei Ministri, evidenziando la necessità di mantenere un quadro omogeneo nel riconoscimento dei titoli abilitanti, anche in relazione alla mobilità internazionale dei professionisti.
Nel documento, il Consiglio nazionale FNOMCeO esprime inoltre preoccupazione per alcune materie coinvolte nel processo di autonomia differenziata, tra cui tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica, che prevedono la possibilità per le Regioni di riallocare risorse derivanti da efficientamenti della spesa su altri ambiti sanitari regionali.
Secondo la Federazione, l’attuazione delle norme sull’autonomia differenziata potrebbe incidere sull’unicità del Servizio sanitario nazionale in assenza di un rafforzamento del ruolo del Ministero della Salute quale garante dell’uguaglianza dei cittadini nell’accesso alle cure. Il Consiglio nazionale richiama infatti il rischio che un’ulteriore accentuazione delle autonomie regionali in ambito sanitario possa ampliare diseguaglianze già presenti nel Paese.
«Siamo convinti che, a fronte di ogni intervento sull’autonomia differenziata che incida sulla sanità, sia necessario rafforzare il Ministero della Salute, restituendogli un ruolo importante di governance centrale», ha commentato il presidente Filippo Anelli, richiamando i principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute.