Nel disegno di legge delega sulle professioni sanitarie non emergono misure concrete per la valorizzazione della professione infermieristica. È la valutazione espressa dal segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, a commento dell’audizione in Commissione Affari sociali della Camera sul provvedimento recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.
Secondo Bottega, il testo non contiene una revisione delle regole dell’esercizio professionale, che resterebbero sostanzialmente invariate. Il sindacato lamenta inoltre l’assenza di interventi finalizzati ad accrescere l’autonomia operativa, a valorizzare le competenze e a rendere più attrattiva la carriera infermieristica, in un contesto caratterizzato da una progressiva riduzione del numero di operatori e da un aumento del fabbisogno nel Servizio sanitario nazionale.
Nel richiamare l’indagine conoscitiva avviata alla Camera all’inizio del percorso legislativo, il segretario del Nursind afferma che le proposte avanzate dal sindacato non sarebbero state recepite nel testo. Nella relazione illustrativa che accompagna il disegno di legge, la professione infermieristica viene indicata come quella maggiormente carente, ma, secondo il sindacato, l’articolato non risulterebbe coerente con questa analisi.
Sul piano dell’autonomia professionale, Bottega osserva che il provvedimento non consentirebbe di arrivare a una mappatura puntuale delle prestazioni infermieristiche, distinte da quelle mediche, con ricadute anche sulla possibilità di misurarne l’impatto economico e organizzativo all’interno del sistema sanitario.
Tra le richieste avanzate in audizione figura la revisione del nomenclatore tariffario nazionale, con l’inserimento di prestazioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, al fine di riconoscere e valorizzare il contributo di queste figure nei percorsi di cura e assistenza. Il sindacato propone inoltre l’introduzione della prescrizione infermieristica e una revisione della legge n. 42 del 1999, da attuare in modo omogeneo sul territorio nazionale.
Sempre in tema di assetto regolatorio, il Nursind sollecita il superamento del ricorso alle proroghe in materia di incompatibilità per le professioni sanitarie, indicando nella riforma in esame un possibile ambito di intervento strutturale.