Secondo Anaao Assomed, l’integrazione tra medici di medicina d’emergenza-urgenza e anestesisti-rianimatori nei servizi di elisoccorso risponde alle evidenze scientifiche e alle linee guida nazionali. La presa di posizione arriva dopo un’interrogazione presentata nel Consiglio della Provincia autonoma di Trento che ha sollevato dubbi sull’apertura del servizio ai medici di emergenza-urgenza.
La posizione è stata espressa dal segretario nazionale Pierino Di Silverio e da Mjriam Sanò, rappresentante di Anaao Assomed Provincia autonoma di Trento e componente della Commissione Emergenza-Urgenza dell’associazione. In una nota, il sindacato respinge quelle che definisce “strumentalizzazioni” e ribadisce la piena legittimità del mandato professionale dei medici dell’area critica.
Secondo Anaao, spetta alle aziende sanitarie monitorare e garantire l’adeguamento costante alle linee guida nazionali e internazionali. L’integrazione tra le diverse competenze professionali, viene sottolineato, è coerente sia con lo Statuto dello specializzando in medicina d’emergenza-urgenza sia con le indicazioni della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI) sui trasporti secondari, che promuovono modelli organizzativi basati sulla competenza clinica certificata nella gestione del paziente critico.
Il sindacato giudica rischioso l’utilizzo di strumenti di iniziativa politica su aspetti tecnico-organizzativi complessi, ritenendo che questo possa incidere sull’immagine e sulla dignità professionale dei medici e alimentare un clima di sfiducia nei confronti dei servizi di emergenza. Anaao richiama inoltre il tema del benessere lavorativo e del rischio di delegittimazione professionale.
In sintonia con la segreteria nazionale, Anaao Provincia autonoma di Trento ha annunciato l’impegno a difendere il mandato specialistico dei medici di emergenza-urgenza in ogni ambito operativo, elisoccorso incluso, a vigilare contro forme di delegittimazione organizzativa e a sollecitare maggiore prudenza da parte delle istituzioni nel trattamento di materie cliniche e organizzative.
Nel comunicato, il sindacato conclude che “il paziente critico non chiede il badge dello specialista, ma la migliore assistenza possibile”