Dal 2013 al 2023 in Italia le direzioni di struttura semplice sono passate da 15.585 a 8.866, con una riduzione del 43%, pari a 6.719 incarichi in meno. Nello stesso periodo le direzioni di struttura complessa sono diminuite di 1.424 unità, pari al 18,6% del totale. È quanto emerge da uno studio dell’Anaao Assomed basato sui dati del Conto annuale del Tesoro.
Se il confronto viene esteso al periodo 2009–2023, la riduzione delle direzioni di struttura complessa sale a 3.134 unità, pari al 33,5%. Le regioni con i tagli più marcati risultano Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia e Umbria. A livello di macro-aree, la riduzione media delle strutture complesse è pari al 13,35% nel Nord, al 13,87% nel Centro e al 28,32% nel Sud.
Per quanto riguarda le strutture semplici, le regioni più colpite sono Basilicata, Sardegna, Umbria, Campania e Calabria. Il ridimensionamento per macro-aree è pari al 33% nel Nord, al 44% nel Centro e al 55% nel Sud. Toscana e Lombardia risultano le regioni con la minore riduzione complessiva considerando entrambe le tipologie di struttura.
Secondo il segretario nazionale Pierino Di Silverio, «i dati che abbiamo osservato rappresentano la fotografia fedele delle insoddisfazioni di medici e dirigenti sanitari, chiusi nella morsa della burocrazia, con spazi di carriera e di governance sempre più ridotti e bersaglio, ora, anche dalle università che si improvvisano in ruoli gestionali anziché formativi».
Per il sindacato, «per invertire questa rotta disastrosa, occorrono riforme legislative urgenti per valorizzare il ruolo del medico e dirigente sanitario nella governance dell'ospedale e per riconsegnare al medico quella fiducia che è ormai persa». Di Silverio richiama inoltre la necessità di modifiche al decreto legislativo 502 del 1992 e di una revisione del decreto ministeriale 70 sull’organizzazione ospedaliera.