Rivedere l’impianto normativo che disciplina i rapporti tra Università e Servizio sanitario nazionale, giudicato non più adeguato all’attuale assetto assistenziale e formativo. È la richiesta contenuta nella proposta intersocietaria promossa dal CIPOMO – Collegio dei primari oncologi medici ospedalieri, sottoscritta da società scientifiche e organizzazioni sindacali della dirigenza medica, che sollecita un intervento di riforma complessiva del sistema.
Il documento richiama il quadro legislativo di riferimento – dalla legge 833/1978 ai decreti legislativi 502/1992 e 517/1999, fino al Dpcm 24 maggio 2001 – ritenuto non più coerente con gli assetti attuali della formazione specialistica e della governance aziendale. Secondo i firmatari, la normativa vigente avrebbe generato meccanismi di sovrapposizione di competenze e criticità nella gestione delle direzioni ospedaliere, nell’organizzazione delle attività universitarie all’interno delle strutture del SSN e nella programmazione delle scuole di specializzazione.
Tra i punti centrali segnalati vi è l’automatismo che consente ai professori universitari ordinari di assumere la direzione di strutture complesse senza procedure selettive pubbliche, considerato non allineato ai principi che regolano l’accesso alla dirigenza sanitaria. Il documento rileva inoltre potenziali conflitti di interesse legati al ruolo dei rettori nella governance delle aziende sanitarie e nella definizione degli atti aziendali, in particolare nelle sedi dove l’attività universitaria è integrata con quella del servizio sanitario regionale.
Sul versante formativo, la proposta evidenzia una programmazione delle scuole di specializzazione non sempre aderente ai fabbisogni reali del SSN, con il rischio di disallineamenti tra numero di professionisti formati e necessità assistenziali dei territori. Viene anche segnalata una governance delle scuole percepita come fortemente personalistica, con un coinvolgimento limitato dei dirigenti ospedalieri non universitari nei percorsi di tutoraggio e valutazione degli specializzandi.
Altri aspetti richiamati riguardano la crescente presenza universitaria negli ospedali generalisti, definita come processo di “clinicizzazione”, che secondo i firmatari può incidere sugli assetti organizzativi delle aziende del SSN e sulle opportunità di carriera del personale ospedaliero.
Il documento avanza una serie di proposte correttive: superamento dell’automatismo tra cattedra universitaria e direzione di struttura, revisione delle procedure di nomina, rafforzamento delle regole sui conflitti di interesse, maggiore integrazione tra Università e SSN nella formazione specialistica con valorizzazione del ruolo dei tutor ospedalieri e allineamento della programmazione dei posti alle effettive esigenze assistenziali regionali. Tra gli obiettivi indicati figura anche l’avvio di un modello organizzativo basato sui teaching hospital e una più chiara definizione dei protocolli di intesa tra Università e aziende sanitarie, per garantire uniformità di applicazione delle norme sul territorio nazionale.
Il documento è sottoscritto da:
ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani
ADOI – Associazione Dermatologi, Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica
ANAAO ASSOMED – Associazione Medici Dirigenti
AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani
AURO.IT - Associazione Urologi Ospedalieri Italiani
CIMO-FESMED – Organizzazione sindacale a cui aderiscono le sigle ANPO, ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED
CIPOMO – Collegio dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri
COLLPRIMVASC - Collegio dei Primari di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
CPUI - Collegio dei Primari di Urologia Italiani
CPCT - Collegio di Chirurgia Toracica
FADOI – Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Interni
SICADS – Società Italiana Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery
SIPAD – Società Italiana Medico Chirurgica di Patologia Apparato Digerente
SNO – Società dei Neurologi Neurochirurghi Neuroradiologi Ospedalieri