La spesa per pensioni dei medici e degli odontoiatri ha raggiunto 3,7 miliardi di euro nel 2024. È quanto ha riferito l’Enpam nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di controllo sugli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, nell’ambito dell’indagine dedicata all’equilibrio delle gestioni previdenziali e alla transizione demografica. L’ente collega il dato anche al progressivo ingresso in quiescenza dei baby boomers.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, l’Enpam gestisce la previdenza e l’assistenza per medici chirurghi, odontoiatri e loro familiari attraverso due Fondi, il Fondo generale e il Fondo dei convenzionati e degli accreditati, e cinque gestioni previdenziali: Quota A, Quota B, Medicina generale, Specialisti ambulatoriali e Specialisti esterni. Le gestioni si differenziano per aliquote contributive e modalità di rendimento.
Alla Cassa risultano iscritti 365.000 professionisti, tra cui 7.000 studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea in medicina e chirurgia. I pensionati sono 130.000, dei quali 45.000 continuano a svolgere attività lavorativa producendo un reddito fiscalmente rilevante. L’ente segnala inoltre la presenza di circa 50.000 familiari aventi diritto a prestazioni previdenziali.
L’ANSA riporta anche i dati relativi all’organico interno. Nell’ente operano 493 dipendenti, tutti a tempo indeterminato. L’età media è inferiore ai cinquant’anni, quasi il 50% del personale è laureato e la maggioranza è di sesso femminile.
Durante l’audizione, l’Enpam ha richiamato il proprio ruolo di istituto di diritto privato senza scopo di lucro e ha inserito i dati nel quadro degli approfondimenti richiesti dalla Commissione su sostenibilità delle gestioni, evoluzione delle professioni sanitarie e prospettive del welfare integrativo.