Dal 1990 al 2023 i nuovi casi di tumore nel mondo sono più che raddoppiati, raggiungendo quota 18,5 milioni, mentre i decessi sono aumentati del 74%, arrivando a 10,4 milioni. A lanciare l’allarme è un’analisi dei Global Burden of Disease Study Cancer Collaborators, pubblicata su The Lancet, che mette in evidenza un trend destinato a proseguire nei prossimi decenni. Le cause principali dell’incremento sono tre: crescita demografica, invecchiamento della popolazione e diffusione dei fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza delle neoplasie. Secondo lo studio, oltre la metà dei nuovi casi e due terzi dei decessi futuri si concentreranno nei Paesi a basso e medio reddito, dove la capacità dei sistemi sanitari di garantire diagnosi tempestive e accesso alle terapie resta limitata. "L’aumento dei casi di cancro nei Paesi a basso e medio reddito è un disastro imminente", avverte Meghnath Dhimal del Nepal Health Research Council.
Nel 2023, i tumori che hanno maggiormente contribuito alla mortalità globale sono stati il cancro del polmone (2,04 milioni di decessi), del colon (1,11 milioni), dello stomaco (935 mila), della mammella (778 mila) e dell’esofago (577 mila). Un dato cruciale riguarda i fattori di rischio: il 42% dei decessi per tumore del 2023 (pari a 4,3 milioni di morti) è attribuibile a comportamenti o condizioni modificabili. Tra questi, il consumo di tabacco rimane il principale responsabile (21% delle morti oncologiche), seguito da dieta scorretta, abuso di alcol, obesità, inquinamento atmosferico, rischi professionali e rapporti sessuali non protetti. "Con 4 decessi su 10 legati a fattori noti – sottolinea Theo Vos, coautore dello studio – ci sono enormi opportunità di prevenzione: agire oggi significa evitare milioni di nuovi casi e salvare vite umane".
Le proiezioni per il futuro non lasciano spazio a ottimismo: senza azioni mirate e urgenti, nel 2050 le nuove diagnosi annuali supereranno i 30,5 milioni e i morti saliranno a 18,6 milioni. Nonostante un calo dei tassi di mortalità aggiustati per età in alcuni Paesi, i progressi restano insufficienti rispetto all’obiettivo delle Nazioni Unite di ridurre di un terzo, entro il 2030, la mortalità prematura dovuta a malattie non trasmissibili, tra cui il cancro.Gli esperti concordano: il futuro del controllo del cancro dipende da un’azione collettiva, interdisciplinare e urgente, capace di integrare prevenzione, diagnosi precoce e accesso equo alle cure a livello globale.