Quasi 200 nuovi farmaci oncologici approvati dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) negli ultimi trent'anni e oltre 300 estensioni di indicazione per terapie già autorizzate. Sono alcuni dei dati riportati nel Comparator Report on Cancer in Europe 2025 dello Swedish Institute for Health Economics (IHE), che descrive una forte accelerazione dell'innovazione terapeutica in oncologia nell'ultimo decennio.
Secondo il rapporto, tra il 1995 e il 1999 veniva approvato mediamente un nuovo farmaco oncologico all'anno. Nel periodo 2020-2024 il numero medio è salito a 13 approvazioni annuali. Gran parte della crescita è attribuita allo sviluppo delle terapie mirate, dagli anticorpi monoclonali agli inibitori delle tirosin-chinasi, fino alle più recenti classi rappresentate dagli anticorpi farmaco-coniugati e dagli anticorpi bispecifici.
L'analisi sottolinea inoltre il ruolo delle nuove indicazioni terapeutiche. Dal 2015 si è registrato un aumento significativo delle estensioni di impiego dei farmaci già disponibili, in particolare dopo l'introduzione degli immunoterapici. Gli inibitori dei checkpoint immunitari hanno ottenuto quasi 100 nuove indicazioni entro la fine del 2024.
Il rapporto evidenzia come i progressi non siano distribuiti uniformemente tra le diverse neoplasie. I tumori ematologici hanno concentrato il 38% delle nuove approvazioni pur rappresentando circa l'8% dei nuovi casi di cancro. Il mieloma multiplo viene indicato come uno degli esempi più significativi: nel corso degli ultimi due decenni l'introduzione progressiva di nuove classi terapeutiche, dagli immunomodulatori alle CAR-T e agli anticorpi bispecifici, si è accompagnata a un aumento della sopravvivenza a cinque anni da circa il 30% a circa il 60%.
Gli autori osservano che il processo di innovazione è destinato a proseguire. Tra le tecnologie emergenti citano vaccini terapeutici a mRNA, terapie cellulari avanzate, tecnologie di editing genetico, virus oncolitici e approcci basati sull'interferenza dell'RNA.
Secondo il rapporto, la sfida dei prossimi anni sarà garantire che la rapida evoluzione della ricerca si traduca in un accesso tempestivo e sostenibile alle nuove cure per i pazienti oncologici.