Ogni anno, le malattie non trasmissibili (NCDs) provocano 1,8 milioni di decessi evitabili nella Regione europea dell’OMS, con un costo stimato di oltre 514 miliardi di dollari in perdite di produttività. Lo evidenzia il nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità, “Avoidable mortality, risk factors and policies for tackling NCDs: leveraging data for impact”, che lancia un chiaro allarme: senza un’inversione di rotta, gli obiettivi globali per la riduzione della mortalità da NCD al 2025 e al 2030 resteranno fuori portata.
Le malattie cardiovascolari, i tumori, le patologie respiratorie croniche e il diabete continuano a essere la principale causa di morte e disabilità, colpendo duramente anche fasce relativamente giovani: 1 uomo su 5 e 1 donna su 10 muoiono prima dei 70 anni per queste patologie.
Secondo il rapporto, il 60% dei decessi evitabili è legato a cause prevenibili, come uso di tabacco e alcol, cattiva alimentazione, inattività fisica e obesità – tutti fattori modificabili con politiche sanitarie pubbliche più incisive. Il restante 40% riguarda cause trattabili, che potrebbero essere gestite con diagnosi tempestive e accesso a cure di qualità.
«Se le NCD fossero un virus, il mondo sarebbe in lockdown», ha dichiarato Hans Kluge, direttore regionale OMS Europa. «Eppure, sono in gran parte ignorate. La prevenzione è una scelta politica e abbiamo gli strumenti per agire».
Nonostante alcuni progressi – dieci Paesi europei hanno già raggiunto l’obiettivo 2025 di riduzione del 25% della mortalità prematura – molti altri sono in ritardo, soprattutto nei Paesi dell’Est Europa, dove prevalgono fattori di rischio come l’obesità, l’ipertensione e il fumo. Tra le nazioni virtuose: Belgio, Danimarca, Estonia, Israele, Kazakistan, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera.
Il rapporto identifica anche misure prioritarie (“quick buys”) che possono produrre benefici sanitari tangibili in meno di 5 anni, e invita i Paesi a rafforzare il monitoraggio dei dati per garantire trasparenza e migliorare le politiche.
«Abbiamo una road map chiara e basata sui dati. Ora serve volontà politica», afferma Gauden Galea, consigliere speciale del direttore regionale per le NCD e l’innovazione.
Le principali raccomandazioni OMS:
• Ridurre l’esposizione ai fattori di rischio con politiche efficaci e accesso equo alla prevenzione;
• Potenziare la risposta sanitaria e la diagnosi precoce, soprattutto nelle comunità svantaggiate;
• Integrare la gestione delle NCD nei piani di emergenza nazionali, inclusi quelli per future pandemie;
• Rafforzare l’uso strategico dei dati per valutare, programmare e rendere conto dei risultati;
• Coinvolgere tutti i settori della società, dall’ambiente al commercio, per affrontare le determinanti strutturali della salute.
Il report arriva in vista del Quarto incontro ad alto livello delle Nazioni Unite sulle NCD, previsto per il 2025, che rappresenta una finestra cruciale per rilanciare gli impegni su uno dei temi più trascurati, ma anche più trasformativi per la salute pubblica globale.