I laureati in Medicina e Chirurgia (classe LM 41) registrano uno dei più alti tassi di occupazione nel panorama accademico nazionale. Secondo i dati 2025 del Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale, a cinque anni dal titolo lavora il 93,1% dei laureati, mentre già a un anno dalla conclusione del percorso accademico l’85,9% è occupato.
Lo stesso Rapporto, presentato presso l’Università di Brescia dalla direttrice del Consorzio AlmaLaurea Marina Timoteo, rileva che i medici percepiscono retribuzioni sopra la media nazionale: 1.814 euro netti mensili a un anno dalla laurea, 1.896 euro dopo cinque anni.
L’88% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite nel corso degli studi, un valore che conferma l’elevata coerenza tra percorso formativo e lavoro svolto. La soddisfazione per la professione si attesta a 7,9 su 10, dato stabile anche nel medio termine.
Il Rapporto coinvolge oltre 690.000 laureati di secondo livello da 81 atenei italiani e rappresenta la principale indagine annuale sul tema. A livello generale, il 2024 segna il tasso di occupazione più elevato dell’ultimo decennio per i neolaureati, con un incremento anche delle assunzioni a tempo indeterminato. Tuttavia, resta rilevante il fenomeno del disallineamento tra studi compiuti e attività lavorativa svolta, che colpisce circa un quarto dei laureati anche dopo cinque anni, pur con incidenza più bassa per l’area medico-sanitaria.