Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legislativo attuativo della legge delega per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. "Il decreto legislativo riguarda l'abolizione del test di accesso ai corsi e la definizione dei contenuti del cosiddetto semestre caratterizzante: un semestre in cui ci si forma sulla base di 3 insegnamenti dotati ciascuno di un certo numero di crediti formativi, all'esito dei quali si avranno 2 sessioni di esami di profitto che consentiranno la valutazione programmata e sostenibile di chi può entrare". Così il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nella conferenza stampa dopo il Cdm.
Con il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri, il governo introduce una svolta storica per l’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, e Medicina Veterinaria. La nuova normativa, prevista dalla legge di delega del 14 marzo 2025 n. 26, segna l’abolizione del tradizionale test d’ingresso, sostituito da un “semestre filtro”. A partire dall’anno accademico 2025/2026, ogni studente potrà iscriversi liberamente al primo semestre senza dover affrontare una prova selettiva iniziale. Tuttavia, per accedere al secondo semestre, sarà necessario superare tutti gli esami previsti nei primi sei mesi e ottenere almeno 18 crediti formativi universitari (CFU). Inoltre, gli studenti dovranno collocarsi in posizione utile nella graduatoria nazionale di merito, che sarà determinata sulla base dei voti ottenuti nelle prove standardizzate a livello nazionale.
La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha definito questa riforma come “un modello italiano” che mira a superare il vecchio sistema del numero chiuso, rendendo più meritocratica e accessibile la selezione per Medicina. Nel dettaglio, il nuovo sistema prevede:
• Semestre filtro aperto a tutti: gli studenti potranno iscriversi senza limitazioni iniziali.
• Superamento degli esami: per proseguire nel secondo semestre, sarà obbligatorio ottenere almeno 18 CFU.
• Graduatoria nazionale: l’ammissione definitiva ai corsi sarà regolata da una graduatoria basata sui voti ottenuti durante il primo semestre.
• Fino a tre tentativi: chi non supera gli esami al primo tentativo avrà fino a tre possibilità per ripetere il semestre filtro.
• Iscrizione a un secondo corso di laurea: per garantire un percorso alternativo, gli studenti dovranno iscriversi obbligatoriamente a un altro corso dell’area biomedica, sanitaria, farmaceutica o veterinaria, gratuitamente per il primo semestre.
Uno degli obiettivi dichiarati della riforma è il rafforzamento del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) attraverso un aumento progressivo dei posti disponibili. Entro il 2030, i posti per Medicina cresceranno di circa 30.000 unità rispetto al 2023. Questo ampliamento risponde alla crescente carenza di medici e personale sanitario che il SSN sta affrontando. Se da un lato la riforma punta a rendere l’accesso più equo e meritocratico, dall’altro emergono alcune perplessità. Le università dovranno adattarsi rapidamente a una nuova organizzazione della didattica per accogliere un numero inizialmente illimitato di studenti. Inoltre, la gestione delle graduatorie nazionali e la distribuzione degli studenti nei vari atenei potrebbero generare problemi logistici e amministrativi. Altro nodo da sciogliere è il rischio che il semestre filtro possa tradursi in una selezione comunque rigida e in un sovraccarico per gli studenti, costretti a ottenere risultati eccellenti in tempi brevi per non essere esclusi.