La "capacità del virus di legarsi ai recettori Ace2 umani non può essere vista come prova di un rischio di infezione o trasmissione nell'uomo. In effetti, gli stessi autori hanno messo in guardia dal sopravvalutare il significato dei loro risultati". Così l’European Centre for Disease Prevention and Control commenta la notizia della scoperta di un nuovo lignaggio di coronavirus potenzialmente in grado di infettare l'uomo. Nei giorni scorsi sulla rivista Cell era stato pubblicato uno studio guidato dalla virologa cinese Shi Zhengli in cui veniva illustrata la scoperta di un nuovo lignaggio del coronavirus HKU5 nei pipistrelli. Secondo lo studio, il virus HKU5 utilizza il recettore ACE2 per entrare nelle cellule umane, lo stesso impiegato da SARS-CoV-2. Un dettaglio che ha attirato l’attenzione, ma che da solo non è sufficiente per determinare la capacità del virus di infettare l’uomo o diffondersi tra gli esseri umani. "Molti coronavirus e virus influenzali di origine animale possono replicarsi nelle cellule umane in laboratorio, ma questo non significa necessariamente che possano trasmettersi dagli animali all’uomo o tra esseri umani", sottolinea l’ECDC.
L’agenzia europea invita a non sopravvalutare il significato della scoperta, ricordando che la trasmissione di un virus all’uomo dipende da numerosi fattori oltre alla semplice affinità con il recettore cellulare. "Ciò che questi risultati evidenziano – conclude l’ECDC – è la necessità di una sorveglianza continua sui coronavirus e su altri patogeni con potenziale pandemico".