Cinquantaquattro Paesi su 100 ne hanno eliminata almeno una, 600 milioni le persone salvate, ma ci sono ancora 1,7 miliardi di casi nel mondo. Sono le malattie tropicali neglette, di cui oggi si celebra la Giornata mondiale. Per l'occasione, gli esperti dell'Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar lanciano l'allarme: in Italia nel 2024 si è registrato un record di casi autoctoni di Dengue, e il rischio è un aumento della trasmissione locale di questa e di altre infezioni per l'effetto clima. Da qui il richiamo degli specialisti dell'istituto veronese sull'importanza di prepararsi, migliorando la conoscenza, la sorveglianza e la gestione delle malattie tropicali neglette, lanciato in occasione del congresso 'NTD Day: Towards 2030 targets', organizzato dall'Irccs per malattie infettive e tropicali.
Alcune malattie tropicali neglette (NTDs) hanno nomi difficili da pronunciare e pochi ne hanno sentito parlare al di fuori di una ristretta comunità scientifica; eppure, riguardano una grande fetta della popolazione mondiale, spiegano gli esperti. Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie, molte delle quali a carattere infettivo, causate da virus, funghi, batteri e tossine, che comprendono, tra le altre, Dengue, Zika e Chikungunya. Accomunate dall'essere diffuse nelle zone povere e marginalizzate del mondo, specialmente tropicali e subtropicali, con scarse risorse, sono ancora oggi troppo spesso dimenticate dall'agenda politica, dalla ricerca scientifica e invisibili all'opinione pubblica, nonostante incidano significativamente sulla mortalità globale e alimentino stigma sociale e povertà.