"Stiamo registrando i primi casi di influenza in Italia. La sorveglianza epidemiologica è partita la settimana scorsa mentre quella virologica partirà a breve. I primi casi sono per il momento sporadici, sono meno di una decina quelli registrati finora, maggiormente al Nord ma qualcuno anche al Sud Italia". Lo spiega all'Ansa Antonio Bella ricercatore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità e responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet. Nella stagione passata sono state quasi 15 milioni le persone contagiate dalle sindromi simil-influenzali, come indicato dai dati della sorveglianza RespiVirNet dell'Istituto superiore di Sanità.
"La circolazione virale dei virus influenzali è ancora bassa in Italia, quindi, è difficile prevedere i ceppi che circoleranno - precisa l'esperto dell'Iss - ma, se ci rifacciamo all'emisfero sud in cui è terminata ora la stagione influenzale, ci si aspetta una circolazione dei virus di tipo A con predominanza di Ah3n2", la cosiddetta australiana. Lo scorso anno, invece, è stato dominante il sottotipo Ah1n1, derivato dall'influenza suina. Necessarie, in questo caso, sono le vaccinazioni, “già iniziate in tutte Italia” anche se “procedono a rilento”, spiega Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). "I dati che arrivano dai Paesi dell'emisfero australe ci mostrano la circolazione di un ceppo virale, quello della cosiddetta australiana, sul quale il nostro sistema immunitario ha meno memoria immunologica e che quindi potrebbe essere più aggressiva", sostiene. I casi per ora, aggiunge Scotti, "sono segnalati soprattutto al Nord. Ancora al Sud il bel tempo ha rallentato la diffusione del virus ma la bassa pressione interesserà nei prossimi giorni le regioni meridionali, quindi ci aspettiamo un aumento dei casi anche qui". Come in genere accade, il picco dei contagi dipenderà dal meteo, ed è atteso dopo Natale. È consigliato però iniziare a vaccinarsi sin da ora, precisa Scotti, "perché la circolazione inizia a diventare sostenuta con i primi freddi e il vaccino impiega di norma un paio di settimane per diventare protettivo". Inoltre, "soprattutto agli anziani è consigliato effettuare la somministrazione insieme al vaccino contro il Covid-19".
La vaccinazione è gratuita gli over 60, le donne in gravidanza e nel post-partum, i bambini tra 6 mesi e 6 anni, per chi è affetto da malattie croniche, le persone ricoverate nelle Rsa e i familiari di persone ad alto rischio di complicanze. Tutti però possono vaccinarsi e dovrebbero farlo conclude Scotti, "perché, pur se per loro l'influenza non ha in genere effetti gravi, è comunque spesso associata a infezioni batteriche che causano bronchiti e otiti, e che poi richiedono in alcuni casi a loro volta l'uso di antibiotici. In qualsiasi caso, no all'automedicazione".