L’incidenza dei casi Covid in Italia, dopo un lungo incremento, torna a diminuire. Nel periodo 5-11 ottobre l’incidenza è stata pari a 71 casi per 100mila abitanti, rispetto ai 75 casi per 100mila della scorsa settimana. L'indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero al 3 ottobre è pari a 1,08 è in leggero aumento rispetto alla settimana precedente e sopra la soglia epidemica. Lo riporta il monitoraggio settimanale Covid dell'Iss-ministero della Salute. Allo stesso tempo, però, i primi giorni della nuova campagna vaccinale “non riportano dati incoraggianti”, “il Covid resta un rischio reale per le persone fragili, per le quali il richiamo è assolutamente consigliato, visto anche che si tratta di vaccini aggiornati alle più recenti varianti". Lo sottolinea Roberto Parrella, vicepresidente Simit e componente del Comitato scientifico del 'VII Workshop nazionale Hot Topics in infettivologia', patrocinato dagli Ospedali dei Colli e dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che riunisce a Napoli per 2 giorni infettivologi e virologi di tutta Italia.
Il Covid-19 è cambiato dalle precedenti fasi della pandemia, ma bisogna ancora mantenere alta la guardia. I soggetti fragili, come anziani, immunocompromessi, malati cronici, sono ancora a rischio di ospedalizzazione e di forme gravi della malattia. Da qui l'appello rimarcato dagli esperti. "Numerose relazioni sono intervenute anche sull'importanza della profilassi pre-esposizione nei pazienti fragili e della terapia antivirale - afferma Parrella - che ancora non è utilizzata adeguatamente. Serve dunque un'interazione maggiore con i medici di medicina generale, che rivestono un ruolo strategico in quanto possono prescrivere i trattamenti opportuni per i pazienti che ne abbiano necessità. In questo quadro, anche gli anticorpi monoclonali mantengono la loro utilità - ricorda - Tuttavia, i dati a disposizione dimostrano che c'è un sottoutilizzo sia dei farmaci antivirali che degli anticorpi monoclonali, che potrebbero permettere una maggiore prevenzione e un'interruzione del decorso negativo della malattia, riducendo ospedalizzazioni e outcome negativi. Inoltre, vari studi rivelano come antivirali e vaccini contribuiscano anche nella prevenzione del Long Covid e delle problematiche ad esso legate". Anche per il direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Vaia non bisogna “abbassare la guardia”. "Continuiamo nel nostro lavoro - aggiunge - senza dannosi e inutili allarmismi ma con serenità e determinazione, con uno sguardo sempre attento al monitoraggio del Covid-19, nella difesa dei più fragili, a partire dagli anziani".
Lo stesso appello arriva anche dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Europa, l'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e la Commissione europea che in una nota congiunta invitano le popolazioni più a rischio a vaccinarsi. "Oltre alla vaccinazione", evidenziano le tre istituzioni, ci sono "misure che possono aiutare a contenere le infezioni e a ridurre il carico sul sistema sanitario" durante la stagione fredda. In primis l'uso mirato delle mascherine. "Ci sono semplici passi che tutti noi a livello personale possiamo intraprendere per proteggere noi stessi e gli altri dalle infezioni respiratorie questo autunno e inverno - evidenziano - tra cui garantire una buona igiene respiratoria indossando una mascherina in caso di malessere, tossendo nei gomiti o in un fazzoletto, restando a casa se malati e favorendo un'adeguata ventilazione degli spazi chiusi". Secondo il monitoraggio Iss, inoltre, nella settimana dal 5 all'11 ottobre si sono registrati 41.626 nuovi casi positivi con una variazione di -5,7% rispetto alla settimana precedente (erano 44.139). Le vittime sono 161, con una variazione di +17,5% rispetto alla settimana precedente (erano 137). Sostanzialmente stabili i tamponi (-0.3%) che passano da 270.011 ai 270.748 della scorsa settimana. In leggero calo (-0.9%) anche il tasso di positività attualmente del 15,4% (la scorsa settimana era del 16,3%). In lieve salita il tasso di occupazione in area medica attualmente al 5,8% (3.589 ricoverati), rispetto a 5,0% al 4/10/2023. Infine, il tasso di occupazione in terapia intensiva è del 1,3% (118 ricoverati), rispetto all'1,1% al 4/10/2023.