L’incidenza delle infezioni respiratorie acute nella comunità è scesa a 11,3 casi per 1.000 assistiti nella settimana dal 19 al 25 gennaio, in calo rispetto ai 12,7 casi per 1.000 della settimana precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 30 gennaio 2026 e disponibile da quest’anno in formato interattivo.
Nello stesso periodo sono stati stimati circa 621.000 nuovi casi, per un totale di circa 9,8 milioni dall’inizio della sorveglianza stagionale. Il calo dell’incidenza riguarda tutte le fasce di età ad eccezione dei bambini tra 0 e 4 anni, nei quali si registra un aumento fino a circa 40 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 33 casi per 1.000 della settimana precedente.
Dal punto di vista territoriale, l’intensità dell’incidenza resta molto alta in Basilicata e Campania, mentre è media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni e Province autonome. In Liguria il livello è tornato basale. Il rapporto ricorda che il recente passaggio dalla definizione di caso di sindrome simil-influenzale (ILI) a quella di infezione respiratoria acuta (ARI) rende complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie storiche di intensità.
Per quanto riguarda l’influenza, nella settimana 2026-04 il tasso di positività è pari al 26,6% nella comunità e al 24,3% nel flusso ospedaliero. La sorveglianza delle forme gravi e complicate segnala, nella settimana 03 (12–18 gennaio), un numero di casi in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più frequentemente identificato tra i casi gravi è A(H1N1)pdm09, e la maggior parte dei pazienti risulta non vaccinata.
Sul fronte virologico, nella comunità la quota di virus A(H3N2) è superiore a quella di A(H1N1)pdm09, mentre in ambito ospedaliero si osserva una lieve prevalenza di A(H1N1)pdm09. Non sono stati identificati campioni di virus influenzale A non sottotipizzabile come stagionale, elemento che esclude, allo stato attuale, segnali di circolazione di ceppi aviari.
Le analisi di sequenziamento mostrano, per i virus A(H3N2), la prevalenza del subclade K all’interno del clade 2a.3a.1, mentre per A(H1N1)pdm09 la maggior parte dei ceppi si colloca nel subclade D.3.1.1.