Le linee guida sulla gestione integrata del trauma maggiore risultano già ampiamente applicate nei percorsi clinici delle strutture sanitarie italiane, con un’elevata integrazione dal triage alla chirurgia d’urgenza e alla riabilitazione. Lo indicano i dati preliminari della prima survey nazionale sul recepimento della Linea guida Iss, presentati il 28 gennaio durante il convegno “La gestione del trauma maggiore: dalle linee guida alla pratica clinica”.
Secondo i risultati della fase pilota, il 90% dei rispondenti riferisce un’elevata frequenza di utilizzo delle raccomandazioni lungo l’intero percorso assistenziale, mentre il 97% segnala che le indicazioni sono già state tradotte in azioni concrete nei singoli centri e integrate nei processi di cura. La survey evidenzia inoltre un percorso di implementazione in continuo rafforzamento, con margini di miglioramento legati soprattutto all’armonizzazione organizzativa e al recepimento istituzionale.
Le Linee guida, elaborate su richiesta del Comitato Strategico del Sistema Nazionale Linee Guida del Ministero della Salute e sviluppate sotto la guida di Andrea Piccioli, direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, nel ruolo di coordinatore del Comitato tecnico scientifico, e di Osvaldo Chiara come coordinatore del panel, comprendono quarantasei raccomandazioni che coprono l’intero percorso di gestione del trauma maggiore. Il documento include anche venti indicatori di struttura, processo ed esito, utili per monitorare in modo sistematico il grado di applicazione e la qualità dell’assistenza.
Nel corso dell’evento, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, ha sottolineato che il trauma maggiore non riguarda solo la dimensione clinica, ma anche l’organizzazione dei servizi e l’equità di accesso alle cure, richiamando la necessità di consolidare il passaggio dalle raccomandazioni alla pratica quotidiana.
Dal punto di vista organizzativo, l’implementazione delle linee guida richiede il coinvolgimento diretto delle Regioni nella programmazione delle reti trauma, in termini di nodi assistenziali, sistemi di trasporto, integrazione tra territorio e ospedale, formazione e monitoraggio. “Il coinvolgimento delle Regioni è essenziale per la programmazione delle reti trauma”, ha evidenziato Piccioli, indicando nei dati della survey una base operativa per rendere sempre più misurabili e confrontabili gli esiti di cura e favorire una maggiore convergenza organizzativa tra i territori.
Per rafforzare ulteriormente l’adozione delle raccomandazioni e sostenere l’estensione anche nelle realtà ancora meno strutturate, è prevista l’istituzione di un tavolo permanente con tutti gli interlocutori istituzionali, con l’obiettivo di accompagnare l’implementazione delle linee guida del Sistema nazionale linee guida e consolidarne l’impatto clinico e organizzativo.