
È stato pubblicato l'ultimo rapporto dell'Eurobarometro per comprendere uso, atteggiamenti e conoscenze sugli antibiotici per poter elaborare politiche efficaci dell'Unione europea (UE) riguardo il loro uso e contrastare l'antibiotico-resistenza.
L'attuale indagine è la quarta e riguarda aree come l'uso di antibiotici nell'ultimo anno tra il pubblico, con le motivazioni e le modalità di ottenimento di questi farmaci; le conoscenze riguardo gli antibiotici con dei focus particolari su Covid-19 e raffreddore.
All'interno dell'UE, il recente rapporto dell'Eurobarometro mostra che l'uso di antibiotici nel 2021 è stato il più basso degli ultimi 12 anni. A livello Europeo, infatti, solo il 23% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto un antibiotico orale nell'ultimo anno contro il 32% del 2018. L'Italia pur posizionandosi sopra la media europea (il 27% della popolazione ha assunto un antibiotico) è stata quella che rispetto a 4 anni fa ha avuto il maggior calo delle assunzioni di farmaci antimicrobici, che scendono del 20%. Seguono Portogallo (-16%), Cipro (-13%), Ungheria e Spagna (-12%). L'unica "maglia nera" è stato Lussemburgo che ha visto salire le prescrizioni del 2% e Malta dove, rispetto a 4 anni fa, la popolazione che ha fatto uso di antibiotici negli ultimi 12 mesi è rimasta stabile al 42%.
Gli autori attribuiscono questo forte calo al Covid-19, che ha portato a un forte calo delle infezioni respiratorie e altre malattie trasmissibile a causa del forzato isolamento sociale.
Nonostante un generale calo delle prescrizioni per alcune tipologie di malattia si è registrato un aumento. Infatti, le prescrizioni di antibiotici rispetto al 2018 sono aumentate del 3% per le infezioni delle vie urinarie, aumentano anche gli antibiotici usati per un generico mal di testa (+4%) che registrano l'8% del volume totale di persone che gli hanno assunti anche per questo sintomo.
Gli scenari più comuni in cui sono stati utilizzati gli antibiotici includevano l'infezione del tratto urinario, al 15%;mal di gola e bronchite, rispettivamente al 13% e al 12%;raffreddore (11%), febbre e influenza (10%). Il Covid-19 entra nelle motivazioni per cui è stato assunto un antibiotico: il 9% della popolazione Europea dice che ha preso degli antibiotici durante la malattia da Sars-CoV-2.
Tra i malati di Covid-19, il 38% ha assunto antibiotici durante il trattamento della malattia di cui il 4% li ha presi senza alcuna prescrizione medica. Tuttavia, tra i malati Covid la percentuale di pazienti che ha assunto antibiotici senza prescrizione è stata inferiore rispetto alla popolazione generale: infatti l'8% della popolazione ha usato antibiotici senza prescrizione medica.
Anche se prescritti, nella maggioranza dei casi non era stato effettuato alcun test per sapere che batterio aveva causato l'infezione: solo il 46% della popolazione europea ha infatti effettuato degli esami per sapere che antibiotico prendere con l'Italia che si posiziona sostanzialmente in linea con il 48% che ha fatto esami clinici.
Riguardo il livello di conoscenza sugli antibiotici, in Europa quasi 2 persone su 5 (il 38%) crede che gli antibiotici siano efficaci contro i virus con l'Italia che si posiziona ben oltre questa media con quasi metà della popolazione (il 46%) che crede questi farmaci attivi anche contro questi microorganismi.
Un focus particolare, in questo report, è stato dato al raffreddore. Per questa malattia a livello europeo "solo" il 30% ritiene erroneamente che gli antibiotici siano un farmaco utile. In Italia la situazione è migliore, e poco più di un cittadino su cinque (21%) ritiene che sia corretto assumere antibiotici per il raffreddore.
Solo il 42% sapeva che l'uso di antibiotici per aumentare la crescita degli animali è illegale nell'UE, nonostante l'importanza di questa misura.
Per quanto riguarda domande più generiche, oltre l'80% sapeva che l'uso non necessario di antibiotici ne riduce l'efficacia e l'85% sapeva che avrebbero dovuto completare il ciclo prescritto.
Il medico rimane la fonte di informazione ritenuta più affidabile, con l'80% della popolazione che ritiene che sia la figura più affidabile a cui porre domande riguardo l'uso degli antibiotici.
Circa un terzo degli intervistati afferma che è necessaria un'azione globale, in contrasto con 11% che è favorevole a un'azione a livello solo europeo ed ad un quinto che ritiene che bastino le azioni dei singoli stati e cittadini.
Gli autori concludono che l'importanza di migliorare la conoscenza pubblica sugli antibiotici e sulla resistenza sia evidente.Tali sforzi saranno fondamentali per ridurre l'uso inadeguato e la resistenza agli antibiotici soprattutto in era post-pandemica dove è probabile che l'uso di questi farmaci riprenda ad aumentare.
Per scaricare l'intero rapporto seguire il seguente link:
https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/2632